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L'Italia fa un grosso passo indietro sulle malattie infettive

Le vaccinazioni per la difterite sono scese sotto la soglia di sicurezza del 95 per cento, così come quelle per morbillo e poliomielite. Torneremo ai vaccini obbligatori?

Vaccinazione
Immagine di pubblico dominio
Nel 1999 è stato abolito in Italia l'obbligo delle vaccinazioni per iscriversi a scuola. Negli stessi anni, è iniziata quella campagna mediatica contro i vaccini che, sventolando pericoli inesistenti o ampiamente soppravvalutati, ha provocato un tragico calo in tutte le immunizzazioni. E oggi la situazione è quella che è.

Per la prima volta da vent'anni, c'è stato un caso di difterite in Italia (a Bologna). La difterite colpisce le vie aeree superiori e può avere complicazioni gravi: cardiache, nervose e renali. Ormai, il 7 % dei bambini non è vaccinato contro la difterite. Se uno di loro dovesse contrarre la malattia rischierebbe la vita, perché la difterite non ha cure, o comunque da noi non vengono più prodotte.

Negli ultimi anni, ci sono stati altri due casi di difterite in Europa: un bambino spagnolo di 6 anni e una bambina belga di 3 anni sono morti, tra 2015 e 2016. E l'Italia è a rischio, perché siamo al 93 % di copertura antidifterica, che scende al 91 % in Campania e all'87 % in provincia di Bolzano.

Quello che bisogna capire è che, sotto la soglia del 95 %, si offrono al batterio abbastanza ospiti non vaccinati per poter circolare, fino a che non provoca in qualcuno la malattia in forma grave.

Per quanto riguarda il morbillo, il rischio del suo ritorno è ancora più alto. Si pensa erroneamente che il morbillo sia una "normale" malattia infantile, ma provoca molte complicazioni, e in circa un caso su mille uccide. Due milioni sono a rischio, tra bambini e adolescenti. La copertura vaccinale è appena all'85 %, in provincia di Bolzano sotto al 70 %.

Rischiamo una grave epidemia, che provocherebbe molti morti. Basta guardare all'esempio della Romania: da quando le vaccinazioni sono scese sotto l'80 %, ci sono stati circa mille casi di morbillo, con sei morti.

E poi c'è la poliomielite. Questa è una malattia che non fa più paura, perché grazie ai vaccini non abbiamo più sotto gli occhi i bambini resi paralitici dal virus. Eppure il patogeno continua a circolare e la nostra copertura, scesa al 93 %, non assicura più una protezione da una nuova diffusione.

E allora cosa si può fare? Intanto, possiamo contrastare la disinformazione. E questa è una cosa che possiamo fare tutti, nel nostro piccolo. Negli ultimi nove milioni di vaccinazioni, ci sono stati solo cinque casi di reazioni gravi: shock anafilattici che si sono risolti tutti senza conseguenze. I vaccini moderni hanno carichi minimi di antigeni: uno su cento rispetto a quelli con cui un bambino entra in contatto mettendosi in bocca della sabbia.

Emilia Romagna e Toscana sono state le prime Regioni a muoversi, reintroducendo l'obbligo di vaccinazione per l'iscrizione agli asili nido e alle scuole materne, e altre stanno valutando questa possibilità. Vi sembra esagerato? Secondo me, no.

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