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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2015

Artico: scoperta l'emissione di gas serra anche nella stagione fredda

Le emissioni di metano dalle regioni artiche avvengono anche in inverno e primavera, con importanti conseguenze sui cambiamenti climatici. A dimostrarlo è uno studio dell'IBIMET-CNR, pubblicato su "Pnas". L'Artico rappresenta un anello critico per l'equilibrio del sistema climatico globale. Infatti, contiene immense quantità di carbonio, immagazzinate sotto forma di permafrost. Con l'aumento della temperatura, rischiano di essere degradate ed emesse in grande quantità in atmosfera, amplificando l'effetto serra e il riscaldamento globale.

Il metano è un gas serra con un potenziale di riscaldamento globale ben maggiore dell'anidride carbonica. Nella stagione fredda, queste emissioni di metano sono sorprendentemente uguali o addirittura maggiori a quelle dell'estate.

OGM in medicina: lo Stato italiano danneggia sé stesso

L'ingegneria genetica, in medicina, trasforma microrganismi e piante in reattori per produrre farmaci e vaccini. Ma la ricerca italiana, in questo campo, è bloccata da leggi inadeguate, che danneggiano anche l'economia. Il primo farmaco della storia ottenuto da OGM è stato approvato nel 1982. Si tratta dell'insulina, quella iniettabile che oggi è somministrata ai diabetici. Prima di allora, veniva estratta da mucche e maiali. Dagli anni settanta, l'insulina è ottenuta inserendoil gene dell'insulina umana in un batterio (Escherichia coli) o in un lievito. Questo riduce i rischi di allergie e aumenta la tolleranza clinica al farmaco.

Da allora, tanti altri farmaci e vaccini sono stati ottenuti nello stesso modo. Anche nel nostro paese, diversi enti pubblici di ricerca, come il CNR e l'ENEA, svolgono studi sugli OGM. Eppure, nonostante le grandi potenzialità di questo campo, la ricerca si blocca spesso alla fase sperimentale in laboratorio.

Sigaretta elettronica: una speranza andata in fumo?

Il vapore della sigaretta elettronica non è innocuo come sembra: l'assunzione di nicotina e la dipendenza sono analoghe a quelle da fumo "normale", l'effetto ansiogeno è addirittura maggiore, mentre l'astinenza acuta è minore. A dimostrarlo un gruppo di ricercatori dell'IN-CNR (Istituto di Neuroscienze) e dell'Università Statale di Milano.Lo studio ha confrontato gli effetti dell'inalazione del fumo di tabacco con quelli dei vapori di nicotina da sigaretta elettronica. L'analisi del comportamento e degli aspetti neurochimici, osservati durante la somministrazione e a distanza di un mese dalla sospensione del trattamento, è pubblicata sulla rivista "European Neuropsychopharmacology".

I ricercatori erano coordinati da Cecilia Gotti (IN-CNR), Francesco Clementi (IN-CNR e Università Statale di Milano), e Mariaelvina Sala (Università Statale di Milano), in collaborazione con Michele Zoli, dell'Università di Modena e Reggio Emilia.

Influweb: l'influenza si controlla con un'app

È partita la stagione 2015-2016 di Influweb: un'innovativo sistema di monitoraggio partecipativo dell'influenza attraverso Internet. Grazie al contributo dei cittadini via web e, da quest'anno, anche tramite un'applicazione per smartphone. L'influenza è ormai alle porte. I livelli di diffusione in Italia sono ancora sotto il livello di soglia epidemica, ma, da diverse settimane, Influweb sta tenendo d'occhio i primi passi del virus. Il sistema di monitoraggio è gestito dal Laboratorio di Epidemiologia Computazionale della Fondazione ISI di Torino.

È tornato in funzione con la sua formula consolidata, basata sulla partecipazione dei cittadini, che segnalano regolarmente il proprio stato di salute, e con alcune novità. "Come sempre, i casi di sindromi influenzali vengono mostrati in tempo reale sulla mappa interattiva di www.influweb.it", spiega Daniela Paolotti, ISI Research Leader e coordinatrice del progetto.

Il clima cambia? Cambia anche il vino

I cambiamenti climatici stanno cominciando ad alterare la composizione dell'uva. Riuscire a conservare l'aroma dei nostri vini preferiti sarà una sfida difficile per i viticoltori.Il cambiamento climatico sta cominciando ad alterare il gusto dei vini del mondo. Saranno la velocità della variazione climatica e quella dell'innovazione introdotta dai viticoltori, a determinare se il loro adattamento permetterà a un Barolo italiano o a un Borgogna francese di conservare il proprio gusto tipico. O se, invece, spariranno zone vinicole dalla lunga tradizione e ne emergeranno di nuove.

Con l'uva, le temperature mettono a rischio la qualità, più che la quantità. Il vino, infatti, rispecchia il suo luogo d'origine: la temperatura, l'umidità, la luce e il terreno influenzano quello che versiamo nel nostro bicchiere. Il vino è costituito per oltre l'80 % d'acqua, e per il 12-15 % da alcool. Quello che resta (il 5 %), sono gli elementi che creano il gusto unico di u…

Clima e monumenti

L'Italia può vantare la comunità scientifica più preparata al mondo nello studio della conservazione del patrimonio culturale. Ma i cambiamenti climatici all'orizzonte costringono ad un impegno ancora maggiore. C'è un campo in cui la strategia italiana di adattamento ai cambiamenti climatici spicca: è l'unica ad affrontare a fondo la salvaguardia dei beni culturali, nonostante sia tutt'altro che facile.

"È un patrimonio molto vario per materiali, tipi di strutture e contesti, dal legno nel museo alla statua di metallo nel centro storico o nell'area archeologica. E, sebbene gli scienziati in Italia si occupino di conservazione da decenni, la ricerca in chiave di adattamento ai cambiamenti climatici è solo agli inizi", spiega Cristina Sabbioni, direttore dell'ISAC-CNR (Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima).

Sud Italia come il Nord Africa e 33 coste sommerse

Uno studio dell'ENEA ci mostra il possibile futuro del nostro Paese: un Sud Italia con un clima nordafricano e parecchie aree costiere sott'acqua.
Il cambiamento climatico potrebbe avere ripercussioni particolarmente evidenti nel nostro Paese. Infatti, per collocazione geografica e conformazione, l'Italia è più esposta di altre zone all'impatto dell'aumento delle temperature globali; con il rischio di diventare, già in questo secolo, sempre più simile al Nord Africa.

Ma anche di vedere sommerse dal mare aree costiere particolarmente vulnerabili, ben 33 in tutto il territorio nazionale. È quanto emerge da alcuni recenti studi dei ricercatori del Laboratorio di Modellistica Climatica e Impatti dell'ENEA, coordinato da Gianmaria Sannino.

"Progetto Egadi": modello-pilota di turismo sostenibile

Il progetto è stato sviluppato dall'ENEA. In un anno, i visitatori sono aumentati del 7 %. A dimostrazione che puntare sul turismo di qualità è sempre una carta vincente. Si chiama "Progetto Egadi", ed è il primo modello di turismo sostenibile sviluppato e certificato da un'istituzione scientifica. L'obiettivo è quello di offrire un modello di gestione ecocompatibile dei servizi e del territorio e, allo stesso tempo, valorizzare e rendere più competitiva l'offerta turistica.

Tutto questo nell'area marina protetta più grande d'Europa, 53mila ettari di ecosistema prezioso e fragile, dove, ogni anno, nei mesi estivi, ai 4mila abitanti della comunità locale, si sommano oltre 400mila visitatori.

Il segreto è "rubare" DNA

I rotiferi bdelloidei erano già noti per la riproduzione asessuata e per la capacità di rimanere disidratati per lunghi periodi. Ora, uno studio dell'Ise-Cnr di Verbania collega queste due caratteristiche eccezionali alla loro particolare tecnica evolutiva: sono organismi geneticamente modificati in modo naturale. Da almeno 50 milioni di anni esiste una società tutta al femminile, che si riproduce per clonazione, presenta parti di DNA estraneo, e i cui individui sono capaci di rimanere senz'acqua per anni. Fantascienza? No: rotiferi bdelloidei, minuscoli invertebrati che vivono in ambienti umidi, come gli stagni e il suolo.

I ricercatori dell'Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del Cnr (Ise-Cnr) di Verbania Pallanza, in collaborazione con colleghi inglesi, hanno studiato la compresenza di tali caratteristiche in queste specie, e sono riusciti a spiegare come i rotiferi usino il DNA "straniero" per riparare il proprio.