Passa ai contenuti principali

Il clima cambia? Cambia anche il vino

I cambiamenti climatici stanno cominciando ad alterare la composizione dell'uva. Riuscire a conservare l'aroma dei nostri vini preferiti sarà una sfida difficile per i viticoltori.

Bicchiere di vino
Immagine di pubblico dominio: https://pixabay.com/
Il cambiamento climatico sta cominciando ad alterare il gusto dei vini del mondo. Saranno la velocità della variazione climatica e quella dell'innovazione introdotta dai viticoltori, a determinare se il loro adattamento permetterà a un Barolo italiano o a un Borgogna francese di conservare il proprio gusto tipico. O se, invece, spariranno zone vinicole dalla lunga tradizione e ne emergeranno di nuove.

Con l'uva, le temperature mettono a rischio la qualità, più che la quantità. Il vino, infatti, rispecchia il suo luogo d'origine: la temperatura, l'umidità, la luce e il terreno influenzano quello che versiamo nel nostro bicchiere. Il vino è costituito per oltre l'80 % d'acqua, e per il 12-15 % da alcool. Quello che resta (il 5 %), sono gli elementi che creano il gusto unico di un vino.

Il clima ha una forte influenza sulla crescita dell'uva. Gli enologi ne considerano tre livelli: il macroclima di una regione, il mesoclima di un vigneto e il microclima di un grappolo d'uva in una copertura di foglie.

È soprattutto la temperatura a determinare quale varietà di uva, fra le migliaia esistenti, sia la più adatta per essere coltivata in un certo luogo. Anche i cambiamenti delle precipitazioni, in termini di quantità e distribuzione nel tempo, possono alterare la qualità dell'uva in vari modi, e un'umidità eccessiva può favorire il marciume da funghi.

Zuccheri e acidi
Il modo in cui il mesoclima di un vigneto influenza il gusto del vino è meno evidente, ma il punto di partenza è l'equilibrio tra zucchero e acido nell'uva, cioè i componenti che formano la base del gusto.

La frutta accumula zucchero durante la maturazione, che dipende direttamente dalla temperatura. L'uva da vino matura ha un contenuto di zucchero molto alto. Questo si trasforma in alcool durante la fermentazione, quindi l'uva più dolce dà un vino con una maggiore gradazione alcolica.

Nel corso degli ultimi decenni, l'aumento delle temperature ha determinato una tendenza globale verso vini dalla gradazione più alta. E spesso, un maggiore contenuto di alcool può sovrastare o alterare la percezione dei gusti meno forti.

Allo zucchero fanno da contraltare gli acidi. Presenti in grandi quantità nell'uva acerba, durante la maturazione si decompongono parzialmente, e danno al vino un gusto intenso e rinfrescante. Con l'aumento delle temperature, i vini potrebbero perdere il loro carattere rinfrescante, dato che con il calore viene meno il gusto pungente degli acidi.

Vigneto
Immagine di pubblico dominio: https://commons.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Consorzio_Franciacorta&action=edit&redlink=1
Gli altri componenti
Anche altri elementi entrano in gioco nella nostra esperienza gustativa. Ad esempio, i composti fenolici, importanti per il colore del vino. Quest'ultimo deriva dai composti fenolici presenti nelle bucce: le antocianine. La presenza di questi composti dipende dall'esposizione al sole, ma un aumento oltre certi limiti, può portare, paradossalmente, alla diminuzione delle antocianine.

Il microclima di un vigneto influisce anche sui tannini (un altro composto fenolico), che danno al vino la consistenza. In bocca, i tannini si combinano con le proteine della saliva, asciugando la lingua e le gengive. Un buon equilibrio dei tannini aiuta l'abbinamento tra vino e cibo, dato che ripuliscono fisicamente il palato. Un eccesso di calore o di luce può ridurre i tannini e rendere i vini meno equilibrati.

Infine, ci sono i componenti in tracce, quelli a cui si deve gran parte del carattere unico di un vino. Sono un fattore essenziale, soprattutto per l'olfatto. Quelli presenti nell'uva si accumulano nelle ultime fasi della maturazione, e sappiamo che il loro sviluppo è influenzato dalle temperature.

Le possibili soluzioni
La comprensione di tutti i fattori che influenzano il gusto di un vino, aiuta i viticoltori a valutare le possibili soluzioni per adattarsi al cambiamento climatico. Spostarsi in un'altra zona è un'idea difficile e costosa nei casi migliori, impraticabile in tutti gli altri.

Anche coltivare altri vitigni, adatti alle nuove condizioni climatiche, è un'ipotesi azzardata. Infatti, prendere un'uva che ha delle buone caratteristiche in un luogo, e coltivarla in un altro, spesso non porta allo stesso risultato positivo.

Un'altra possibilità è quella di coltivare nuove varietà in grado di resistere meglio all'aumento di temperatura. In questo caso, tuttavia, le difficoltà sono soprattutto di tipo culturale, come si può immaginare facilmente.

Non restano che gli adattamenti meno drastici, in grado di controllare il mesoclima di un vigneto: irrigatori sovrachioma, teli ombreggianti, infittire la copertura di foglie o cambiarne la posizione. La speranza è quella di non perdere il gusto del vino della propria terra.

Commenti

I post più letti dell'ultimo mese

#WIRE15: 5 minuti per la tua idea

Il Workshop Impresa, Ricerca, Economia organizzato dall'associazione Frascati Scienza Il 21 maggio , presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati , al via #WIRE15 : il primo esperimento concreto di incontro tra attori dello sviluppo nel Lazio. È organizzato dall'associazione Frascati Scienza e sostenuto dal Comune di Frascati e da BCC - Banca di Credito Cooperativo di Frascati . #WIRE15 è il primo evento di lancio del decennale della Notte Europea dei Ricercatori 2015 . Un'inaugurazione che promette innovazione, creatività, tecnologia e opportunità per ricercatori e imprese. "#WIRE, nato da un'idea del Presidente di Frascati Scienza Giovanni Mazzitelli, è un progetto ambizioso che ha subito catturato la nostra attenzione" , spiega Pier Romano Ruggeri , Direttore della Banca di Frascati di Credito Cooperativo. "È un incontro tra progettazione e investitori e ha l'obiettivo di ascoltare le necessità delle imprese, condividere le idee della ri...

Atlas: la straordinaria impresa del primo elicottero a propulsione umana

Gli esperti dicevano che era impossibile. Due giovani ingegneri hanno dimostrato il contrario, vincendo anche 250 mila dollari Nel giugno 2013 , Todd Reichert e Cameron Robertson , due ingegneri dell' Università di Toronto , sono riusciti a vincere l' AHS Sikorsky Prize , con un volo da record effettuato sul loro velivolo, Atlas . Le immagini della loro impresa sono emozionanti:                        Il Sikorsky Prize è nato nel 1980 : l'American Helicopter Society, ora AHS International , aveva offerto la somma di 250 mila dollari a chiunque fosse riuscito nell'impresa. Ma qual è questa impresa? Semplice: costruire un elicottero a propulsione umana , in grado di mantenersi in volo stazionario a tre metri di altezza, per almeno 60 secondi . Dati i numerosi tentativi, e gli altrettanto numerosi fallimenti , era ormai ritenuta una cosa impossibile . Finché non sono arrivati Reichert e Roberts...

Torino: una giornata alla scoperta delle neuroscienze

I ricercatori del NICO - Università di Torino vi invitano a visitare i laboratori, in cui conducono ricerca di base su Sclerosi Multipla, Alzheimer e altre malattie del cervello Come comunicano i neuroni? Quando possono rigenerarsi? E che cosa succede se non riescono a farlo? I ricercatori del NICO , Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi , dell' Università di Torino , vi invitano a scoprire le neuroscienze . E, soprattutto, a capire l'importanza della ricerca di base per sconfiggere le malattie neurodegenerative. Spesso, si dimentica che la strada per trovare una terapia, parte inevitabilmente dalla ricerca di base. Infatti, riparare il cervello significa conoscerlo . Per questo i ricercatori del NICO studiano struttura e funzioni del cervello normale, con l'obiettivo di capire come si ammala e come curarlo.

ENEA per EXPO 2015: ricercatori italiani e USA per salvare l'agrobiodiversità

L'ENEA dà l'allarme: i cambiamenti climatici stanno moltiplicando le specie invasive. In Italia danni per un milardo di euro l'anno. https://www.flickr.com/photos/artistica2004/ A EXPO 2015 arriva uno strumento per preservare la biodiversità nel settore agricolo . Che è sempre più minacciata dai cambiamenti climatici , dall'utilizzo intensivo di prodotti chimici e dalla diffusione di specie esotiche invasive . Come la cicalina e la Xylella fastidiosa , che stanno mettendo in pericolo vite e ulivo. La tecnologia è nata da un'alleanza fra ricercatori italiani e statunitensi . Il progetto si chiama GlobalChangeBiology , coordinato dall' ENEA e sviluppato in collaborazione con l' Università californiana di Berkeley e il consorzio scientifico no profit CASAS Global . Il nuovo strumento è stato presentato oggi, 6 maggio 2015 , in occasione del convegno " Un mondo (bio)diverso: l'agrobiodiversità in un mondo che cambia ". Si è svolto a M...

E se il caffè scomparisse?

È la bevanda più amata al mondo . Eppure, il caffè viene considerato una " coltura orfana ", per la poca attenzione che ha ricevuto, fino ad ora, dalla ricerca. https://www.flickr.com/photos/br1dotcom/ Oggi, quasi tutte le varietà di caffè sono totalente indifese davanti all'attacco di parassiti e malattie, all'aumento di temperatura e alle altre minacce che derivano dai cambiamenti climatici. Ora, i ricercatori si stanno mobilitando, per salvarlo prima che sia troppo tardi . A quanto pare, il punto debole del caffè è la sua scarsissima diversità genetica . Nei negozi trovate una selezione di varietà, che evoca mete esotiche e suggestive. Ma la nostra ampia possibilità di scelta nasconde un fatto: il 70 % delle miscele deriva da un'unica specie , la Coffea arabica . Sì, le diverse varietà della pianta, dei metodi di torrefazione e delle zone di coltivazione producono un'eccezionale gamma di gusti. Ma il DNA racconta una storia straordinariamente ...