Passa ai contenuti principali

Alberi in cammino

I cambiamenti climatici minacciano le foreste di tutto il mondo, ma gli alberi non possono muoversi verso posti migliori. Per questo gli scienziati stanno esplorando una soluzione innovativa: spostare il loro DNA.

Foresta
Immagine di pubblico dominio
Che un albero sia adattato al proprio habitat può sembrare un'ovvietà. Ma c'è una minaccia che incombe: questi habitat stanno cambiando con il riscaldamento del pianeta, e non è che un albero possa alzarsi e andarsene da un'altra parte. Una specie che non riesce a stare al passo con i cambiamenti climatici è spacciata.

Ma forse c'è una soluzione: una tecnica chiamata flusso genico assistito. In pratica, sono gli scienziati a spostare i geni di cui le foreste hanno bisogno. Questa tecnica potrebbe aiutare le specie ad adattarsi alle condizioni future, spostando organismi con specifiche caratteristiche da una parte all'altra del loro areale naturale.

Ad esempio, si possono prendere i semi di abeti rossi a basse altitudini e piantarli più su. Via via che le temperature aumentano sui pendii più alti, i semi trapiantati cresceranno e si riprodurranno con le loro controparti locali, diffondendo i loro geni adattati al caldo nella zona, e aiutando così la foresta a sopravvivere.

Gli spostamenti, però, vanno fatti un passo alla volta. Infatti, i cambiamenti previsti nei prossimi decenni sono grandi, ma c'è ancora molta variazione da un anno all'altro, da un mese all'altro, da una settimana all'altra. Una variazione a cui gli alberi devono resistere. Perciò, farsi un'idea di come trovare il giusto accoppiamento tra i semi di oggi e i cambiamenti climatici di domani non è una cosa semplice.

Se una particolare popolazione può adattarsi al cambiamento dipende in parte da quanto in fretta si riproducono i suoi esemplari. Ogni nuova generazione rappresenta una nuova possibilità di acquisire nuovi caratteri utili. Quindi, un coleottero dei pini, che si riproduce in fretta, ha una possibilità di adattarsi molto maggiore rispetto a un albero, che vive a lungo e impiega più tempo a riprodursi.

Forse un insetto non vedrà alcun cambiamento nel corso della sua vita. Un albero, invece, ha un posto in prima fila per il riscaldamento globale. In altre parole, se si spostano alberi adattati al caldo in una zona che, secondo le proiezioni, si scalderà in futuro, questi alberi potrebbero trovarsi in difficoltà nel breve termine, perché la zona è ancora troppo fredda.

Foreste della British Columbia
Immagine di pubblico dominio
Nel corso degli ultimi anni, i ricercatori hanno dibattuto intorno ad un'altra idea di portata più ampia: la migrazione assistita. In generale, si riferisce allo spostamento di specie su distanze maggiori, al di fuori dei loro areali naturali. Ma il flusso genico assistito all'interno dell'areale di una specie è un approccio più prudente e basato su un profondo rigore genetico.

Tra l'altro, questa tecnica potrebbe aiutare anche altre specie che svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi. Come i coralli, che in mare raccolgono cibo e forniscono riparo a specie di ogni tipo. Ed è già in via di sperimentazione in varie zone della British Columbia, in Canada, che ha visto quello che il riscaldamento globale può fare alle foreste.

L'esperimento fa parte di un ampio progetto denominato "AdapTree", partito dalla University of British Columbia. Alla sua guida c'è Sally Aitken, direttrice del Centro per la genetica della conservazione forestale dell'università. È stata proprio lei, insieme a Michael Whitlock (genetista di popolazioni del Dipartimento di zoologia dell'università), a coniare la frase "flusso genico assistito".

La Aitken e il suo team stanno setacciando il DNA di varie specie di alberi, in cerca di geni associati a vari caratteri ambientali, come la resistenza al freddo, nella speranza che qualche variante vantaggiosa si diffonda tra le popolazioni che ne hanno bisogno.

L'approccio basato sul flusso genico presenta comunque dei rischi. Per esempio, potrebbe aggiungere varianti genetiche che potrebbero ridurre la possibilità di sopravvivenza di una grossa parte della popolazione. Ma, probabilmente, il problema si risolverebbe da solo: la selezione naturale si sbarazzerebbe di queste varianti svantaggiose.

Gli alberi sono creature da cui dipendiamo. Per continuare a vivere in un mondo che cambia, alcuni di loro potrebbero aver bisogno del nostro aiuto.


Questo articolo è stato pubblicato anche su EarthDay.it, il sito di Earth Day Italia: è la sede italiana dell'Earth Day Network di Washington, l'ONG internazionale che promuove la Giornata Mondiale della Terra, la più grande manifestazione ambientale del pianeta.

Commenti

I post più letti dell'ultimo mese

Instagram: individuate su Google Play 13 app pericolose che rubano le credenziali di accesso

Installate da un milione e mezzo di utenti in tutto il mondo, le app comparivano su Google Play come strumenti per gestire o incrementare il numero dei followers sul popolare social network. I ricercatori di ESET hanno scoperto 13 applicazioni compromesse sul Play Store di Google , che rubavano le credenziali di accesso ad Instagram e le inviavano ad un server remoto gestito da cyber criminali. Le 13 applicazioni sono state installate da un milione e mezzo di utenti in tutto il mondo e, dopo la notifica di ESET, sono state rimosse . Individuate con il nome di "Android/Spy.Inazigram" , le app utilizzavano tutte la stessa tecnica: per invogliare gli utenti al download, le app malevole promettevano un incremento rapido dei followers, dei like e dei commenti sul proprio account di Instagram. Ironia della sorte, gli account compromessi venivano poi usati per aumentare il numero di seguaci di altri utenti.

L'influenza dell'uomo sul clima? Forse risale a 3 mila anni fa

Le prove sono nei ghiacci della Groenlandia, esaminati da scienziati dell'Idpa-Cnr e dell'Università Ca' Foscari. Lo studio fa parte dei progetti europei "Early Human Impact" e "Past 4 Future". Immagine di pubblico dominio L'uomo potrebbe aver alterato il clima ben prima della Rivoluzione Industriale : con gli incendi innescati 3 mila anni fa nelle foreste europee, per fare spazio ad insediamenti e campi . A ipotizzarlo è uno studio dell' Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali del Cnr ( Idpa-Cnr ), e dell' Università Ca' Foscari di Venezia. La ricerca è avvenuta sui ghiacci della Groenlandia , dei veri e propri archivi della storia climatica della Terra . Sono stati analizzati nella " clean room " di Ca' Foscari, un laboratorio la cui caratteristica principale è la presenza di aria molto pura , vale a dire con un bassissimo contenuto di microparticelle di polvere.

Droni in campo contro la Xylella e il punteruolo rosso

Un'altra puntata della "Roma Drone Conference 2015-16": si terrà il prossimo 17 febbraio, e l'argomento principale sarà l'agricoltura del futuro. Anche i droni scendono in campo contro la Xylella e il punteruolo rosso . L'utilizzo di queste macchine volanti, dotate di sofisticati sensori infrarossi e multispettrali , permetterà di conoscere meglio la diffusione del batterio che ha infettato gli ulivi secolari in Puglia, e anche del coleottero che sta distruggendo le palme in molte zone d'Italia. Le prime ricerche saranno presentate nell'ambito della conferenza " Droni per l'agricoltura ", nuovo appuntamento della " Roma Drone Conference 2015-16 ". Si svolgerà il 17 febbraio , presso l'Auditorium della Link Campus University di Roma (via Bolzano 38, dalle ore 9).

"Energie misteriose. Viaggio tra scienza e non scienza": il nuovo libro di Silvano Fuso

Dal paranormale alle medicine alternative, dai cristalli alle piramidi: una lunga carrellata di affermazioni pseudoscientifiche alla base di pericolose confusioni sul concetto di "energia". Perché il senso critico è sempre la nostra arma più preziosa. Quali equivoci, quali insidie e quali trappole pseudoscientifiche dietro l'uso della parola "energia"? A queste domande risponde il libro " Energie misteriose. Viaggio tra scienza e non scienza " , appena pubblicato dalla casa editrice C1V Edizioni , per la collana Scientia et Causa . L'autore è Silvano Fuso , dottore di ricerca in scienze chimiche, docente di chimica, divulgatore scientifico ed esponente del CICAP , il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze . I suoi libri costituiscono sempre una lettura interessante.

Energia: la transizione dell'Italia verso un'economia "low carbon"

Riduzione dell'80 % delle emissioni di CO2 e risparmi fino a 66 miliardi di euro sulla bolletta energetica dell'Italia: questi alcuni dati che emergono dal rapporto ENEA-FEEM su una profonda "decarbonizzazione" del sistema energetico italiano al 2050. Una forte " decarbonizzazione " del sistema energetico italiano consentirebbe una riduzione dell'80 % delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 1990, e un risparmio fino a 66 miliardi di euro sulla bolletta energetica nazionale, in uno scenario al 2050 che vede un aumento tendenziale dei prezzi delle fonti fossili. È quanto emerge dal Rapporto " Pathways to deep decarbonization in Italy - 2015 " (Percorsi verso la decarbonizzazione profonda in Italia), realizzato dall' ENEA , in collaborazione con la Fondazione Eni Enrico Mattei ( FEEM ). Il rapporto esplora tre diversi scenari per la decarbonizzazione del sistema energetico al 2050: Nel primo è previsto un maggiore utilizzo ...