Passa ai contenuti principali

BankBot torna su Google Play nascosto dentro popolari giochi online

Una volta scaricato sul dispositivo, BankBot è in grado di sottrarre i dati della carta di credito dell'utente truffato.

ESET ha individuato una nuova variante del trojan bancario BankBot, nascosto su Google Play dietro una falsa versione del gioco Jewels Star.
Fonte: ESET
ESET ha individuato una nuova variante del trojan bancario BankBot, nascosto su Google Play dietro una falsa versione del gioco Jewels Star. Scoperto dai ricercatori di ESET già all'inizio del 2017, BankBot si è evoluto nel corso dell'anno ripresentandosi in diverse versioni sia dentro che fuori Google Play.

La variante trovata su Google Play a inizio settembre è la prima che è riuscita a combinare le ultime funzioni evolute di BankBot: il sistema di offuscamento del codice migliorato, una sofisticata funzionalità di esecuzione del payload (il momento in cui il programma viene eseguito) e un complesso meccanismo di infezione che sfrutta il servizio accessibilità di Android.

Quando l'utente scarica Jewels Star Classic (i cybercriminali hanno usato impropriamente il nome della serie di giochi legittimi Jewels Star, che non sono in alcun modo legati al malware), ottiene un gioco Android perfettamente funzionante, ma che nasconde BankBot.

Il codice malevolo viene innescato dopo 20 minuti dalla prima esecuzione del gioco, attraverso un avviso che compare sul dispositivo e che richiede all'utente di abilitare "Google Service". Dopo aver cliccato su OK, l'unico modo per far scomparire l'avviso, l'utente viene indirizzato sul menu di Accessibilità di Android, nel quale comparirà il nuovo "Google Service" creato dal malware.

La descrizione visualizzata a questo punto, presa dai Termini del Servizio originali di Google, chiede un nuovo OK attraverso il quale l'utente fornisce i permessi di accessibilità a BankBot, dando così la massima libertà al malware di svolgere qualsiasi attività pericolosa, tra cui il furto dei dati della carta di credito.

Gli utenti che nell'ultimo mese hanno scaricato molte app da Google Play potrebbero avere il dubbio che il dispositivo sia stato colpito da questo malware. Controllare la presenza di Jewels Star Classic non è sufficiente, perché i criminali cambiano spesso l'app usata per diffondere BankBot.

Gli indicatori da controllare per verificare la presenza di infezione sono principalmente due: la presenza di un'app chiamata "Google Update" o "System Update" tra gli amministratori attivi del dispositivo e la visualizzazione continua dell'avviso "Google Service".

Per pulire manualmente il dispositivo bisogna innanzitutto disabilitare i diritti di amministratore per "System Update" e poi disinstallare "Google Update". Tuttavia individuare l'app che ha avviato il processo di infezione non è facile, a causa del ritardo di 20 minuti imposto all'inizio delle attività malevole, ma anche perché l'app fasulla funziona apparentemente come dovrebbe.

Per trovare e rimuovere la minaccia e tutti i suoi componenti, ESET raccomanda l'uso di una soluzione di sicurezza mobile affidabile ed efficace.

Commenti

I post più letti dell'ultimo mese

Ciro e Antonio: dinosauri italiani

Ciro e Antonio sono fossili di dinosauro famosi nel mondo, ma praticamente sconosciuti nel nostro Paese. Ve li voglio presentare . Ciro è stato il primo dinosauro in assoluto ad essere scoperto in Italia, a Pietraroja (Benevento) nel 1980. Lo scopritore, Giovanni Todesco , era un appassionato di fossili che scambiò il piccolo dinosauro per una semplice lucertola e per questo motivo conservò l'esemplare in casa sua per anni. Nel 1993, dopo aver visto il film "Jurassic Park", decise di mostrare il fossile al paleontologo Giorgio Teruzzi, che lo riconobbe per quello che era: un piccolo di dinosauro.   (la foto è di proprietà di Scienza in Rete ) Nel 1998 venne riconosciuto come uno dei fossili più importanti nella storia della paleontologia . Il fossile, infatti, è fra i più completi che esistano ed è il primo a presentare organi interni e tessuti molli in uno straordinario stato di conservazione .

Antartide: alla ricerca del ghiaccio più antico del pianeta

Un progetto europeo triennale da 2,2 milioni di euro, per decifrare la storia del clima. L'Italia partecipa con il coinvolgimento di diversi centri di ricerca ed università. Immagine di proprietà privata: Alfred Wegener Institut / Stefan Christmann Glaciologi e climatologi di dieci Paesi europei stanno cercando in Antartide il ghiaccio più antico sulla terra. L'obiettivo: trovare il punto della calotta antartica dal quale estrarre la carota di ghiaccio che permetta di andare più indietro nella storia del pianeta . Questo archivio temporale permetterà di decifrare i processi del sistema climatico del passato, per migliorare le proiezioni su quelli futuri. La Commissione europea finanzia il progetto " Beyond Epica - Oldest Ice " ( BE-OI ) con 2,2 milioni di euro. Durerà da ottobre 2016 a settembre 2019 e metterà insieme esperti di 14 istituzioni europee , coordinati dall' istituto tedesco Alfred Wegener, Helmholtz Centre for Polar and Marine Research .

I paradossi climatici nell'Italia del futuro

I bambini che nascono oggi, e quelli che nasceranno domani, vivranno in un'Italia diversa. Riusciremo a impegnarci abbastanza per evitare le conseguenze peggiori? Immagine di pubblico dominio: Luca Galli Meno pioggia , ma precipitazioni violente e concentrate in alcuni periodi dell'anno. Siccità estive sempre più marcate su Alpi e Pianura padana, dove le magre prolungate del Po potrebbero mettere in ginocchio agricoltura e zootecnia. Aumento dei periodi aridi in Calabria e Sardegna. Generale incremento della temperatura media nel corso del ventunesimo secolo, fino a 6 °C nello scenario peggiore. Questo, in sintesi, il quadro che segnala il WWF , e dipinto dal gruppo di lavoro coordinato da Paola Mercogliano del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici ( CMCC ). I futuri 60-70enni nati oggi dovranno fare i conti con un'Italia in cui non ci saranno più le " mezze stagioni ", e non per modo di dire.

Sigaretta elettronica: una speranza andata in fumo?

Il vapore della sigaretta elettronica non è innocuo come sembra: l'assunzione di nicotina e la dipendenza sono analoghe a quelle da fumo "normale", l'effetto ansiogeno è addirittura maggiore, mentre l'astinenza acuta è minore. A dimostrarlo un gruppo di ricercatori dell'IN-CNR (Istituto di Neuroscienze) e dell'Università Statale di Milano. Immagine di pubblico dominio: https://commons.wikimedia.org/wiki/User:MGA73bot2 Lo studio ha confrontato gli effetti dell'inalazione del fumo di tabacco con quelli dei vapori di nicotina da sigaretta elettronica . L'analisi del comportamento e degli aspetti neurochimici, osservati durante la somministrazione e a distanza di un mese dalla sospensione del trattamento, è pubblicata sulla rivista " European Neuropsychopharmacology ". I ricercatori erano coordinati da Cecilia Gotti ( IN-CNR ), Francesco Clementi (IN-CNR e Università Statale di Milano ), e Mariaelvina Sala (Università Statale di Mi...

Salvare la memoria dei ghiacci

Gli scienziati si sono mobilitati per tutelare il patrimonio degli archivi climatici per le generazioni future. La prima missione del progetto è stata lanciata in Francia, dal ghiacciaio del Col du Dôme (Monte Bianco). Immagine di pubblico dominio; autore: Martin Janner "Per le prossime decadi, o anche i prossimi secoli, questo patrimonio ghiacciato avrà un valore inestimabile : per delle scoperte scientifiche totalmente inedite, come per comprendere le evoluzioni ambientali locali. Io sostengo pienamente questo progetto." Jean Jouzel , climatologo, vicepresidente della commissione scientifica del GIEC (in inglese IPCC: Intergovernmental Panel on Climate Change ) dal 2002 al 2015, Premio Nobel per la Pace 2007. Dalla metà di agosto ai primi di settembre, una équipe internazionale di una dozzina di glaciologi e ingegneri , francesi, italiani, russi e americani, si è recata sul Col du Dôme (4.300 m, Monte Bianco ), per prelevare le prime " carote-patrimonio ...