Passa ai contenuti principali

Oltre la Brexit, sfide e opportunità per la ricerca scientifica tra Italia e Regno Unito

Il CNR ha ospitato ad Anacapri il meeting bilaterale Italia-Regno Unito: a pochi mesi dal referendum, rappresentanti di enti di ricerca, università e scienziati hanno discusso temi chiave della ricerca nel contesto dell'uscita del Regno Unito dall'Ue.

Oltre la Brexit, sfide e opportunità per la ricerca scientifica tra Italia e Regno Unito
Fonte: Witizia da Pixabay
Il 4 e 5 ottobre 2017 si è tenuto, presso il centro del Consiglio Nazionale delle Ricerche, l'Osservatorio Cultura Ricerca Formazione Divulgazione di Anacapri (ex "Osservatorio svedese"), il meeting bilaterale Italia-Regno Unito, organizzato dal CNR in cooperazione con il Science and Innovation Network del governo UK e l'Ambasciata Britannica a Roma.

Un'occasione di confronto e di diplomazia scientifica dopo il referendum del 23 giugno 2016, con cui ha preso il via il processo di uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Sul tavolo le sfide e le opportunità conseguenza della Brexit.

"Questo significativo mutamento all'interno dell'Unione potrebbe ripercuotersi anche in ambito scientifico, ad esempio sulla rappresentanza nei processi decisionali, sulla partecipazione alle linee guida e alle tematiche di Horizon 2020, su modalità e quantità dei finanziamenti a progetti di ricerca europei, in corso e futuri", spiega Massimo Inguscio, presidente del CNR.

"Il sistema italiano di ricerca continua ad essere a livelli eccellenti, tra i migliori in Europa, ad esempio per numero di finanziamenti europei vinti e in settori fondamentali per il futuro, coma la cura e la valorizzazione del patrimonio culturale e le tecnologie quantistiche".

"Al tempo stesso occorre trovare soluzioni innovative per attrarre e trattenere i ricercatori migliori, italiani e stranieri. Dobbiamo impegnarci a invertire questo trend facendo sistema, anche attraverso la collaborazione con Paesi a elevata qualità e gestione della ricerca e dei fondi come la Gran Bretagna. La scienza è inclusiva, senza confini", aggiunge Inguscio.

"La ricerca scientifica britannica esprime eccellenze in diversi ambiti a livello mondiale", ha dichiarato l'Ambasciatore britannico in Italia Jill Morris, "attrae nelle sue strutture avanzati progetti e ricercatori internazionali tra i più brillanti, e svolge un ruolo di leader nell'acquisizione di finanziamenti europei per la ricerca di frontiera e nel coordinamento di progetti internazionali finanziati nell'ambito di Horizon 2020".

"Il Regno Unito potrà uscire dall'Unione Europea, ma resta ferma la determinazione del governo britannico di rafforzare ed espandere le nostre relazioni nel campo della ricerca scientifica con tutti i partner europei. Voglio in proposito riconoscere il talento di moltissimi ricercatori italiani che contribuiscono in maniera significativa ai successi della ricerca Made in Britain", ha concluso l'Ambasciatore.

Commenti

I post più letti dell'ultimo mese

Ciro e Antonio: dinosauri italiani

Ciro e Antonio sono fossili di dinosauro famosi nel mondo, ma praticamente sconosciuti nel nostro Paese. Ve li voglio presentare . Ciro è stato il primo dinosauro in assoluto ad essere scoperto in Italia, a Pietraroja (Benevento) nel 1980. Lo scopritore, Giovanni Todesco , era un appassionato di fossili che scambiò il piccolo dinosauro per una semplice lucertola e per questo motivo conservò l'esemplare in casa sua per anni. Nel 1993, dopo aver visto il film "Jurassic Park", decise di mostrare il fossile al paleontologo Giorgio Teruzzi, che lo riconobbe per quello che era: un piccolo di dinosauro.   (la foto è di proprietà di Scienza in Rete ) Nel 1998 venne riconosciuto come uno dei fossili più importanti nella storia della paleontologia . Il fossile, infatti, è fra i più completi che esistano ed è il primo a presentare organi interni e tessuti molli in uno straordinario stato di conservazione .

I paradossi climatici nell'Italia del futuro

I bambini che nascono oggi, e quelli che nasceranno domani, vivranno in un'Italia diversa. Riusciremo a impegnarci abbastanza per evitare le conseguenze peggiori? Immagine di pubblico dominio: Luca Galli Meno pioggia , ma precipitazioni violente e concentrate in alcuni periodi dell'anno. Siccità estive sempre più marcate su Alpi e Pianura padana, dove le magre prolungate del Po potrebbero mettere in ginocchio agricoltura e zootecnia. Aumento dei periodi aridi in Calabria e Sardegna. Generale incremento della temperatura media nel corso del ventunesimo secolo, fino a 6 °C nello scenario peggiore. Questo, in sintesi, il quadro che segnala il WWF , e dipinto dal gruppo di lavoro coordinato da Paola Mercogliano del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici ( CMCC ). I futuri 60-70enni nati oggi dovranno fare i conti con un'Italia in cui non ci saranno più le " mezze stagioni ", e non per modo di dire.

Le scuole romane a lezione di cyber security

Il progetto "Io navigo sicuro" è stato realizzato da ESET. Gli incontri si svolgeranno da gennaio ad aprile 2017, e coinvolgeranno oltre mille alunni e genitori di diverse scuole medie di Roma. Si è svolto la settimana scorsa, presso la scuola media dell'IC Maria Capozzi di Roma, il primo incontro del progetto "Io navigo sicuro - Lezioni di Cyber Security" organizzato da ESET , per sensibilizzare gli alunni, i docenti, i genitori e i dirigenti scolastici delle scuole medie di Roma sulle opportunità che l'utilizzo di Internet offre e le insidie che esso nasconde. Inoltre, il progetto mira a stimolare il confronto familiare sulla creazione di un percorso di condivisione delle buone regole di comportamento , rispetto all'utilizzo in sicurezza di Internet e dei dispositivi elettronici.

Il deserto avanza. Anche in Italia

È a rischio desertificazione quasi un quinto del territorio nazionale, il 41% del quale nel Sud. Nel mondo già due miliardi di persone vivono in aree siccitose, e questo acuirà i fenomeni migratori. Il rischio è di passare il punto di non ritorno. Le aree siccitose coprono oltre il 41 % della superficie terrestre , e vi vivono circa due miliardi di persone . Il 72 % delle terre aride si trovano in paesi in via di sviluppo : ecco perché risulta evidente la correlazione povertà-aridità . Se si guarda all' Italia , gli ultimi rapporti ci dicono che quasi il 21 % del territorio nazionale è a rischio desertificazione . Di questo, il 41 % si trova nel sud , soprattutto in Sicilia , Puglia , Molise e Basilicata . Sono numeri impressionanti, che raccontano un problema grave , di cui si parla pochissimo.

Il futuro dell'agricoltura? Batteri e funghi

Preservare gli ecosistemi e produrre piante con caratteristiche nutritive di qualità, facendo un uso minore e migliore di fertilizzanti e pesticidi. Forse, la chiave è tutta qui: nelle strategie di collaborazione che le piante hanno imparato a mettere in pratica già 450 milioni di anni fa. Immagine di pubblico dominio Le piante sono le regine delle associazioni con altri organismi . La regione attorno alle radici, chiamata rizosfera , è tra gli habitat più popolati al mondo e conta milioni di cellule microbiche per grammo di radice. In natura, non c'è pianta che non conviva con molte specie di batteri e funghi filamentosi . La maggior parte di questi coinquilini non sono dannosi , ma innocui o addirittura benefici e in alcuni casi formano relazioni stabili con le piante dette simbiosi mutualistiche . Ma chi sono questi organismi simbionti e qual è il loro ruolo ecologico?