Passa ai contenuti principali

Mediterraneo, specchio dei cambiamenti climatici

Il Mare Nostrum sta rispondendo al riscaldamento globale molto rapidamente: due nuovi studi suggeriscono che sta avvenendo una veloce transizione verso un nuovo equilibrio, che influenzerà tutto l'ecosistema marino profondo.

"Il Mar Mediterraneo è una delle regioni più soggette all'aumento delle temperature e alla riduzione delle precipitazioni, dove gli effetti del riscaldamento globale si manifestano più rapidamente che negli oceani, anche perché i tempi di ricambio delle acque sono relativamente brevi rispetto a quelli di un oceano"
Fonte: ju-dit da Pixabay
"Il Mar Mediterraneo è una delle regioni più soggette all'aumento delle temperature e alla riduzione delle precipitazioni, dove gli effetti del riscaldamento globale si manifestano più rapidamente che negli oceani, anche perché i tempi di ricambio delle acque sono relativamente brevi rispetto a quelli di un oceano".

A parlare è Katrin Schroeder, ricercatrice dell'Istituto di Scienze Marine del CNR di Venezia (ISMAR-CNR), che sul tema ha coordinato due studi internazionali pubblicati sulla rivista Scientific Reports, in collaborazione con il Centro Oceanografico Nazionale di Southampton (Regno Unito) e l'Istituto Nazionale di Scienza e Tecnologia del Mare di Salamboo (Tunisia).

"Nel Mediterraneo l'evaporazione è predominante rispetto alle precipitazioni e agli apporti fluviali e, nel bacino oreintale, siccità e temperature hanno recentemente raggiunto livelli record rispetto agli ultimi 500 anni", continua Schroeder.

L'ISMAR-CNR analizza da oltre 20 anni le caratteristiche dell'acqua in transito nel Canale di Sicilia, punto di contatto tra i bacini orientale e occidentale del Mediterraneo. "I dati dello studio evidenziano che, dalla fine del 1993 a oggi, la temperatura e la salinità dell'acqua proveniente dal Mediterraneo orientale, tra 300 e 600 metri di profondità, hanno subito rilevanti variazioni".

"In particolare, la rapidità con cui stanno aumentando è di due volte e mezzo maggiore rispetto a quella osservata nella seconda metà del XX secolo ed è di un ordine di grandezza superiore a quella che si osserva negli oceani", aggiunge la ricercatrice.

"Il Mediterraneo può essere immaginato come una macchina che importa acqua superficiale poco salata dall'Atlantico, e la trasforma al suo interno con processi complessi facendola diventare più calda e salata ed esportandola verso l'Atlantico dalle profondità dello Stretto di Gibilterra".

Dal 2005 si parla di "transizione del Mediterraneo occidentale": un periodo in cui si è formata moltissima acqua particolarmente calda e salata, che ha segnato l'inizio di un drastico mutamento negli strati intermedi e profondi del bacino occidentale. Sta avvenendo una veloce transizione verso un nuovo equilibrio, che influenzerà tutto l'ecosistema marino profondo.

Link ai due studi:
https://www.nature.com/articles/s41598-017-04455-5
https://www.nature.com/articles/srep23009

Commenti

I post più letti dell'ultimo mese

10 libri sulla scienza da leggere almeno una volta nella vita

Di libri da leggere almeno una volta nella vita, ce ne sarebbero centinaia. Libri, come L'origine delle specie di Charles Darwin, sono delle pietre miliari per la scienza e per la letteratura. Ma non lo troverete, in questo elenco. Invece, i 10 libri che ho scelto sono meno noti. Ma mi hanno fatto amare la scienza e hanno cambiato il mio modo di pensare e di guardare il mondo.

1. Il mago dei numeri di Hans Magnus Enzensberger.
Dodici notti. Dodici sogni, in cui Roberto incontrerà il Mago dei numeri. Roberto non sopporta la matematica. Ma i suoi viaggi notturni in compagnia del mago gli faranno cambiare idea. È vero, si tratta di un libro per ragazzi, ma lo trovo divertente da rileggere anche adesso. Ed è perfetto da far leggere nelle scuole: tutti gli studenti vorranno essere come il protagonista, e diventare apprendisti dei numeri.

2. Morti di scienza di Pierre Zweiacker.
Ecco un punto di vista insolito sulla storia della scienza: inventori e scienziati geniali che sono stati coi…

Ciro e Antonio: dinosauri italiani

Ciro e Antonio sonofossili di dinosauro famosi nel mondo, ma praticamente sconosciuti nel nostro Paese. Ve li voglio presentare.
Ciro è stato il primo dinosauro in assoluto ad essere scoperto in Italia, a Pietraroja (Benevento) nel 1980. Lo scopritore, Giovanni Todesco, era un appassionato di fossili che scambiò il piccolo dinosauro per una semplice lucertola e per questo motivo conservò l'esemplare in casa sua per anni. Nel 1993, dopo aver visto il film "Jurassic Park", decise di mostrare il fossile al paleontologo Giorgio Teruzzi, che lo riconobbe per quello che era: un piccolo di dinosauro.


(la foto è di proprietà di Scienza in Rete)
Nel 1998 venne riconosciuto come uno dei fossili più importanti nella storia della paleontologia. Il fossile, infatti, è fra i più completi che esistano ed è il primo a presentare organi interni e tessuti molli in uno straordinario stato di conservazione.

Scarichi film dai torrent? Attenzione, potresti cadere vittima di Sathurbot

Secondo i ricercatori di ESET, il trojan Sathurbot utilizza siti WordPress compromessi per diffondersi. La botnet conterrebbe almeno 20mila Pc.ESET ha individuato nuovi attacchi associati al trojanSathurbot, che per diffondersi sfruttano un gran numero di siti compromessi, la maggior parte dei quali gestiti con WordPress, trasformandoli in veri centri di distribuzione del trojan.

Secondo ESET, la backdoor è attiva da giugno 2016, e utilizza collegamenti a file Torrent, che consentono apparentemente il download di film molto popolari. Le vittime cadono nel raggiro con estrema facilità, soprattutto grazie al fatto che molti dei siti compromessi hanno un buon ranking sui motori di ricerca e quindi appaiono nei primi posti delle ricerche online.

L'utente, ignaro del pericolo, scarica il file con un'estensione video, insieme ad un eseguibile e un file di testo di accompagnamento, che spiega come sia necessario installare un codec (l'eseguibile allegato) per poter guardare il f…

7 soluzioni alla crisi idrica che non credevate possibili

La scarsità d'acqua, la sua mancata potabilizzazione e l'assenza di servizi igienici adeguati causano ogni anno più vittime di tutte le guerre. Ogni 20 secondi, in media, muore un bambino a causa di malattie dovute a questi problemi.

Entro il 2025, la sola agricoltura richiederà l'equivalente d'acqua di 20 fiumi della portata del Nilo. E nei paesi con popolazione molto numerosa, come India e Cina, le forniture d'acqua dolce finiranno anche prima.


Nei paesi in via di sviluppo, il 90 % delle acque di scarico vengono riversate direttamente nei fiumisenza alcun trattamento. E pensate che 1 litro di acqua di scarico inquina circa 8 litri di acqua dolce.

Se a tutto questo aggiungete i cambiamenti climatici in atto, l'aumento della popolazione del pianeta, e il fatto che 2 miliardidi persone già vivono in assoluta scarsità d'acqua, è evidente che le nostre riserve si esauriranno in fretta.

Le tecnologie qui sotto potrebbero aiutare a salvarci. Alcune sanno di fanta…

METROFOOD-RI: il network europeo per la sicurezza alimentare

All'ENEA, il 30 marzo scorso, è stato presentato un network di 15 Paesi, per controlli, tracciabilità e qualità nel campo della sicurezza alimentare. Si chiama METROFOOD-RI la nuova infrastruttura di ricerca europea a guida italiana. Vede la partecipazione delle maggiori istituzioni di 15 Paesi impegnate nel campo della sicurezza alimentare, qualità, tracciabilità dei cibi e contrasto alle sofisticazioni e alle contraffazioni. Tra gli oltre 30 partner internazionali, c'è anche la FAO.

METROFOOD-RI sarà coordinato dall'ENEA: avrà il suo quartier generale nel Centro Ricerche Casaccia e si propone di sostenere la ricerca scientifica, l'innovazione di prodotto e di processo, e rendere sempre più efficaci i controlli in campo alimentare. A beneficiarne saranno i consumatori, le imprese e tutte le istituzioni impegnate a garantire la sicurezza alimentare e a combattere le contraffazioni.