Passa ai contenuti principali

L'insonnia digitale dei preadolescenti italiani tra videogiochi, chat e adescamenti

Indagine ESET su Internet e minori: un preadolescente su due dichiara di navigare su Internet durante la notte all'insaputa dei genitori, mentre uno su tre è stato adescato da un adulto attraverso profili falsi.

Tra gli "incidenti online" più frequenti commessi dai preadolescenti su Internet, l'80% si è abbonato involontariamente almeno una volta a servizi a pagamento nel tentativo di ottenere contenuti o giochi gratuitamente, mentre il 40% ha subito infezioni dei dispositivi da malware cliccando sui contenuti social.
Immagine di pubblico dominio
Il vamping, ovvero la tendenza dei ragazzi a navigare su Internet durante la notte, già diffuso tra gli adolescenti, ora ha contagiato anche i giovanissimi tra gli 11 e i 13 anni. È quello che emerge dall'indagine su Internet e minori in Italia condotta da ESET: un ragazzo su due rimane connesso per diverse ore durante la notte, molto spesso utilizzando profili social finti che nessuno conosce, quindi non controllabili dai genitori e al tempo stesso facile preda della rete degli adescatori.

Un preoccupante 35% dei preadolescenti ammette di essere caduto nella trappola del grooming, cioè di essere stato adescato da un adulto attarverso un profilo finto. E se non sorprende che l'utilizzo che i giovanissimi fanno di Internet sia soprattutto focalizzato sulle chat di Whatsapp (95%), i nuovi social network come musical.ly (78%) e i giochi online come Clash Royale (65%), ben il 90% ammette di condividere con sconosciuti contenuti privati e informazioni personali sui social.

Tra gli "incidenti online" più frequenti commessi dai preadolescenti su Internet, l'80% si è abbonato involontariamente almeno una volta a servizi a pagamento nel tentativo di ottenere contenuti o giochi gratuitamente, mentre il 40% ha subito infezioni dei dispositivi da malware cliccando sui contenuti social. In pochissimi conoscono l'esistenza di soluzioni di navigazione protetta per minori (10%), ma molti dei ragazzi dichiarano che non avrebbero problemi a farle installare sui propri dispositivi dai genitori (70%).

I risultati dell'indagine sono stati raccolti grazie al progetto "Io navigo sicuro - lezioni di Cyber Security" organizzato da ESET per sensibilizzare alunni, docenti, genitori e dirigenti scolastici delle scuole medie sulle opportunità che l'utilizzo di Internet offre e le insidie che nasconde. Il progetto si è svolto tra gennaio e maggio 2017 e ha coinvolto più di 1.500 ragazzi tra gli 11 e i 13 anni.

"Abbiamo trovato nei genitori una sensazione di inadeguatezza nel far fronte alle capacità tecnologiche dei ragazzi, reputati troppo più bravi nell'uso dei nuovi dipositivi. Ha destato molto scalpore la dimostrazione di quante informazioni vengano condivise dai giovanissimi sui social e che possono diventare potenzialmente pericolose nelle mani sbagliate", dichiara Massimiliano Ghelli, di ESET Italia.

"I ragazzi si sono rivelati molto preparati sulle azioni più giuste da intraprendere nei casi di cyberbullismo, ma analizzando alcune situazioni reali che si sono verificate nelle scuole è venuto alla luce che questi comportamenti purtroppo non sono stati messi in pratica. Dunque, si rafforza la necessità di educazione alla cyber security, rivolta tanto ai ragazzi quanto ai genitori".

Commenti

I post più letti dell'ultimo mese

Sigaretta elettronica: una speranza andata in fumo?

Il vapore della sigaretta elettronica non è innocuo come sembra: l'assunzione di nicotina e la dipendenza sono analoghe a quelle da fumo "normale", l'effetto ansiogeno è addirittura maggiore, mentre l'astinenza acuta è minore. A dimostrarlo un gruppo di ricercatori dell'IN-CNR (Istituto di Neuroscienze) e dell'Università Statale di Milano. Immagine di pubblico dominio: https://commons.wikimedia.org/wiki/User:MGA73bot2 Lo studio ha confrontato gli effetti dell'inalazione del fumo di tabacco con quelli dei vapori di nicotina da sigaretta elettronica . L'analisi del comportamento e degli aspetti neurochimici, osservati durante la somministrazione e a distanza di un mese dalla sospensione del trattamento, è pubblicata sulla rivista " European Neuropsychopharmacology ". I ricercatori erano coordinati da Cecilia Gotti ( IN-CNR ), Francesco Clementi (IN-CNR e Università Statale di Milano ), e Mariaelvina Sala (Università Statale di Mi...

10 aziende italiane che puntano su ricerca e innovazione

Inutile negarlo, l’Italia non è il Paese più in forma del mondo. Ma le 10 aziende  di cui parleremo sono la prova che qualcosa si sta muovendo. Sono tutte aziende che investono in ricerca ed innovazione , che sfornano prodotti ad altissimo contenuto tecnologico , e che spesso si sono aperte con successo al mercato internazionale. Forse, anche grazie a loro, guarderemo al nuovo anno con un pizzico di ottimismo in più. 1.      Partiamo con ADAM (Advanced Data Analysis inMedicine) , spin-off dell’ Università del Salento , nata da un gruppo di fisici, informatici e medici.   ADAM sviluppa programmi per l’ imaging in medicina , in particolare per la rilevazione automatica o semiautomatica di malattie , assistita da computer. Lo scopo è aumentare l’attendibilità della diagnosi e l’efficacia della terapia, e nel contempo, ridurre la spesa pubblica sanitaria, migliorando anche la qualità di vita del paziente.   Tra i suoi prodotti c’è GlioCAD , che ...

"Energie misteriose. Viaggio tra scienza e non scienza": il nuovo libro di Silvano Fuso

Dal paranormale alle medicine alternative, dai cristalli alle piramidi: una lunga carrellata di affermazioni pseudoscientifiche alla base di pericolose confusioni sul concetto di "energia". Perché il senso critico è sempre la nostra arma più preziosa. Quali equivoci, quali insidie e quali trappole pseudoscientifiche dietro l'uso della parola "energia"? A queste domande risponde il libro " Energie misteriose. Viaggio tra scienza e non scienza " , appena pubblicato dalla casa editrice C1V Edizioni , per la collana Scientia et Causa . L'autore è Silvano Fuso , dottore di ricerca in scienze chimiche, docente di chimica, divulgatore scientifico ed esponente del CICAP , il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze . I suoi libri costituiscono sempre una lettura interessante.

Ciro e Antonio: dinosauri italiani

Ciro e Antonio sono fossili di dinosauro famosi nel mondo, ma praticamente sconosciuti nel nostro Paese. Ve li voglio presentare . Ciro è stato il primo dinosauro in assoluto ad essere scoperto in Italia, a Pietraroja (Benevento) nel 1980. Lo scopritore, Giovanni Todesco , era un appassionato di fossili che scambiò il piccolo dinosauro per una semplice lucertola e per questo motivo conservò l'esemplare in casa sua per anni. Nel 1993, dopo aver visto il film "Jurassic Park", decise di mostrare il fossile al paleontologo Giorgio Teruzzi, che lo riconobbe per quello che era: un piccolo di dinosauro.   (la foto è di proprietà di Scienza in Rete ) Nel 1998 venne riconosciuto come uno dei fossili più importanti nella storia della paleontologia . Il fossile, infatti, è fra i più completi che esistano ed è il primo a presentare organi interni e tessuti molli in uno straordinario stato di conservazione .

Sciami di droni al lavoro con gli agricoltori

A breve sarà pronto il primo prototipo di droni per l'agricoltura di precisione, in grado di monitorare lo stato di salute delle coltivazioni ed eliminare le piante infestanti, con una logica ispirata a quella delle api. La tecnologia in aiuto dell'agricoltura . In un futuro molto prossimo, sciami di droni e robot saranno diffusamente impiegati nei campi per individuare ed eliminare le piante infestanti con una logica ispirata a quella delle api. È quanto promette il progetto europeo " SAGA: Swarm Robotics for Agricultural Applications " , coordinato dall' Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione del CNR (ISTI-CNR) . "Tra pochi mesi, sarà pronto il test per il primo prototipo di drone , programmato per osservare un campo coltivato e rilevare con precisione la presenza di piante infestanti , attraverso algoritmi di visione artificiale, sviluppati presso i nostri laboratori specializzati nello studio di sciami di robot" , spiega Vito ...