Passa ai contenuti principali

Fusione nucleare: presentato il supermagnete "made in Italy" più hi-tech al mondo

Il magnete superconduttore sarà il "cuore" del reattore sperimentale ITER, in costruzione in Francia, che ha lo scopo di dimostrare la fattibilità della fusione nucleare.

Il sito a Cadarache, in Francia, dove si sta costruendo ITER
Credits: ENEA
Il 19 maggio 2017 è stato presentato ufficialmente il componente per la fusione nucleare più tecnologico al mondo: un gigantesco magnete superconduttore realizzato in Italia, grazie alla collaborazione tra industria nazionale hi-tech e ricerca con l'ENEA. Ad ospitare l'evento è stato lo stabilimento di La Spezia dell'azienda italiana ASG Superconductors, che realizza questi supermagneti.

Il grande magnete, noto anche come bobina toroidale, costituirà il "cuore" del reattore sperimentale ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), attualmente in costruzione a Cadarache in Francia, che ha lo scopo di dimostrare la fattibilità di riprodurre sulla Terra la reazione che alimenta il Sole e le stelle, per ottenere un'energia inesauribile, sicura e pulita.

ITER funzionerà con 18 magneti: l'Europa ne fabbricherà dieci (inclusa una di ricambio), tutte made in Italy, mentre il Giappone fornirà le altre nove. La gigantesca bobina a forma di "D" è formata da circa 5 km di cavi superconduttori, misura tredici metri in altezza per nove metri di larghezza, e pesa oltre 300 tonnellate, quasi quanto l'aereo più grande al mondo.

Le superbobine dovranno creare un contenitore magnetico a forma di ciambella, in grado di intrappolare e compattare il plasma incandescente alla temperatura recordo di 150 milioni di gradi, tenendolo lontano dalle pareti del serbatoio di ITER. L'insieme dei 18 magneti è in grado di generare un campo magnetico di 11,8 Tesla, circa un milione di volte più potente del campo magnetico della Terra.

Lo sviluppo dei cavi superconduttori, del valore di circa 17 milioni di euro per ogni bobina, ha visto il coinvolgimento dell'ENEA, nel ruolo di coordinatore del consorzio ICAS, del quale fanno parte anche le aziende italiane CRIOTEC Impianti S.r.l., esperta nella realizzazione di componenti che lavorano a bassissime temperature, e Tratos Cavi S.p.A., leader internazionale nella produzione di cavi elettrici, elettronici e a fibre ottiche.

L'altra azienda italiana, SIMIC S.p.A., ha partecipato alla produzione di 35 piastre radiali del magnete, le strutture metalliche contenenti il conduttore isolato nelle loro scanalature prima che queste stesse strutture siano saldate a laser, nastrate con materiale isolante e impregnate.



Commenti

I post più letti dell'ultimo mese

Ciro e Antonio: dinosauri italiani

Ciro e Antonio sono fossili di dinosauro famosi nel mondo, ma praticamente sconosciuti nel nostro Paese. Ve li voglio presentare . Ciro è stato il primo dinosauro in assoluto ad essere scoperto in Italia, a Pietraroja (Benevento) nel 1980. Lo scopritore, Giovanni Todesco , era un appassionato di fossili che scambiò il piccolo dinosauro per una semplice lucertola e per questo motivo conservò l'esemplare in casa sua per anni. Nel 1993, dopo aver visto il film "Jurassic Park", decise di mostrare il fossile al paleontologo Giorgio Teruzzi, che lo riconobbe per quello che era: un piccolo di dinosauro.   (la foto è di proprietà di Scienza in Rete ) Nel 1998 venne riconosciuto come uno dei fossili più importanti nella storia della paleontologia . Il fossile, infatti, è fra i più completi che esistano ed è il primo a presentare organi interni e tessuti molli in uno straordinario stato di conservazione .

Sciami di droni al lavoro con gli agricoltori

A breve sarà pronto il primo prototipo di droni per l'agricoltura di precisione, in grado di monitorare lo stato di salute delle coltivazioni ed eliminare le piante infestanti, con una logica ispirata a quella delle api. La tecnologia in aiuto dell'agricoltura . In un futuro molto prossimo, sciami di droni e robot saranno diffusamente impiegati nei campi per individuare ed eliminare le piante infestanti con una logica ispirata a quella delle api. È quanto promette il progetto europeo " SAGA: Swarm Robotics for Agricultural Applications " , coordinato dall' Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione del CNR (ISTI-CNR) . "Tra pochi mesi, sarà pronto il test per il primo prototipo di drone , programmato per osservare un campo coltivato e rilevare con precisione la presenza di piante infestanti , attraverso algoritmi di visione artificiale, sviluppati presso i nostri laboratori specializzati nello studio di sciami di robot" , spiega Vito ...

Inquinamento dal Sahara

L'Isac-Cnr ha sviluppato, nell'ambito del progetto "Diapason", un software per calcolare il carico di PM 10 di origine sahariana, le polveri inquinanti che investono continuamente la nostra penisola. Immagine di pubblico dominio L'Europa è regolarmente raggiunta da aria proveniente dal Sahara , che porta con sé le frazioni più fini delle sabbie desertiche. E l'Italia si trova al centro di queste correnti , che portano ondate di calore e le cosiddette " piogge rosse ". Proprio quest'ultime spesso concorrono al superamento dei limiti di legge , sanzionati dall'Europa, per il PM 10 : l'insieme di polveri inquinanti di diametro inferiore a 10 micrometri, quindi facilmente inalabili . "È scientificamente dimostrato che l'inalazione di queste particelle è associata ad un aumento della mortalità e ad effetti negativi sulla salute " , ricorda Gian Paolo Gobbi , dell' Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima d...

Se l'Antartide si scioglie il problema non è solo dei pinguini

Sulla calotta glaciale si allungano le crepe, a causa del riscaldamento globale. Se si fondesse tutto il ghiaccio dell'Antartide, il livello dei mari si innalzerebbe di 65 metri. Immagine di pubblico dominio Un recente rapporto del WWF Australia , " Tracking Antarctica " , fa un resoconto completo dello stato dell'ambiente intorno al Polo Sud : qui la cooperazione internazionale riesce a proteggere la natura, ma può arrivare solo fino a un certo punto. Flora Il riscaldamento globale è senza dubbio la minaccia principale, ma non è l'unica . Per esempio, vengono continuamente introdotti vegetali estranei , che vanno a competere con le 300 specie di licheni , le 110 specie di muschi e le 2 sole specie di piante con fiori autoctone.

Sud Italia come il Nord Africa e 33 coste sommerse

Uno studio dell'ENEA ci mostra il possibile futuro del nostro Paese: un Sud Italia con un clima nordafricano e parecchie aree costiere sott'acqua. Il cambiamento climatico potrebbe avere ripercussioni particolarmente evidenti nel nostro Paese . Infatti, per collocazione geografica e conformazione, l'Italia è più esposta di altre zone all'impatto dell'aumento delle temperature globali; con il rischio di diventare, già in questo secolo, sempre più simile al Nord Africa . Ma anche di vedere sommerse dal mare aree costiere particolarmente vulnerabili , ben 33 in tutto il territorio nazionale. È quanto emerge da alcuni recenti studi dei ricercatori del Laboratorio di Modellistica Climatica e Impatti dell' ENEA , coordinato da Gianmaria Sannino .