Passa ai contenuti principali

Il futuro dell'agricoltura? Batteri e funghi

Preservare gli ecosistemi e produrre piante con caratteristiche nutritive di qualità, facendo un uso minore e migliore di fertilizzanti e pesticidi. Forse, la chiave è tutta qui: nelle strategie di collaborazione che le piante hanno imparato a mettere in pratica già 450 milioni di anni fa.

Da milioni di anni, le piante affrontano le difficoltà dell'ambiente unendo le forze con altri organismi del suolo che, forse, possono dare una mano anche a noi: permettendoci di aumentare le rese, mantenere alta la qualità del cibo prodotto, e allo stesso tempo proteggere l'ambiente.
Immagine di pubblico dominio
Le piante sono le regine delle associazioni con altri organismi. La regione attorno alle radici, chiamata rizosfera, è tra gli habitat più popolati al mondo e conta milioni di cellule microbiche per grammo di radice. In natura, non c'è pianta che non conviva con molte specie di batteri e funghi filamentosi.

La maggior parte di questi coinquilini non sono dannosi, ma innocui o addirittura benefici e in alcuni casi formano relazioni stabili con le piante dette simbiosi mutualistiche. Ma chi sono questi organismi simbionti e qual è il loro ruolo ecologico?

Per molto tempo, lo studio della biodiversità microbica e proceduto a rilento, ma grazie alle nuove tecniche di sequenziamento ora è possibile rispondere a queste domande. In questo modo, si potranno riconoscere i suolo agricoli impoveriti in microbiota e identificare le specie da reintrodurre.

Il supporto nutrizionale
Il principale limite alla crescita vegetale è la nutrizione minerale, cioè l'assimilazione di elementi come azoto, fosforo e zolfo, che devono essere assorbiti dalle radici. In terreni poveri di nutrienti o dove la competizione per le risorse è agguerrita, come nelle foreste o nel sottobosco, l'assorbimento radicale può non bastare e diventare molto costoso in termini energetici.

Inoltre, alcuni composti organici, come i fosfati di calcio e alluminio, non possono essere assorbiti dalle piante, che quindi possono soffrire di carenza di nutrienti anche in terreni che ne sono ricchi. Qui entrano in gioco i funghi micorrizici, quelli che stabiliscono un rapporto simbiotico con la pianta.

Le ife, cioè i sottili filamenti dei funghi che crescono intorno alle radici delle piante, sono più efficienti nell'assorbimento di nutrienti e setacciano una regione di suolo molto più estesa di quella esplorata dalle radici. Una volta assorbiti, poi i nutrienti sono dirottati in parte al simbionte vegetale. In agricoltura, l'alleanza con i funghi simbionti è una valida strategia per migliorare le rese limitando i fertilizzanti, nel rispetto della biodiversità del suolo.

Dati recenti ottenuti sul pomodoro, confermano che una pianta micorrizata cresce più in fretta, produce frutti che maturano prima e si conservano più a lungo, eguagliando piante coltivate su suoli altamente fertilizzati. Inoltre, nei frutti delle piante micorrizate, la quantità di minerali, composti aromatici e antiossidanti è maggiore rispetto alle piante coltivate in terreni senza funghi simbionti.

Un ruolo simile di supporto nutrizionale è svolto anche dai batteri, che facilitano l'assorbimento di azoto e altri elementi. L'alto vantaggio di queste interazioni può diventare un prezioso alleato in agricoltura, e molti enti, come la Bill & Melinda Gates Foundation, finanziano studi che permettano di sfruttarle.

Il potenziamento delle difese immunitarie
Inoltre, il microbiota svolge anche un ruolo protettivo contro alcuni patogeni. In parte, la protezione della pianta deriva da composti difensivi prodotti dai batteri e liberati nel suolo attorno alla radice. Ma il microbiota è in grado di potenziare le difese della pianta stessa. Probabilmente, le difese immunitarie della pianta sono attivate da alcune molecole che i funghi micorrizici e i batteri benefici hanno in comune con i potenziali nemici.

Durante le prime fasi della simbiosi, queste molecole mettono in moto il sistema immunitario, finché l'intruso è riconosciuto come innocuo e le difese sono represse. Però, la pianta resta in uno stato di allerta, detto "priming", che le permette di reagire più in fretta e con più efficacia ad attacchi successivi.

Da milioni di anni, le piante affrontano le difficoltà dell'ambiente unendo le forze con altri organismi del suolo che, forse, possono dare una mano anche a noi: permettendoci di aumentare le rese, mantenere alta la qualità del cibo prodotto, e allo stesso tempo proteggere l'ambiente.

Commenti

I post più letti dell'ultimo mese

Alcol, tabacco e nuove droghe tra i giovani

La nuova fotografia degli adolescenti europei, scattata grazie ai dati dello studio ESPAD: diminuisce il consumo di alcolici e tabacco, mentre resta stabile, ma a livelli elevati, l'assunzione di droghe illecite. Le nuove droghe sembrano ormai più diffuse di altre. Tra gli studenti europei di 15-16 anni , sollevano forti preoccupazioni la diffusione delle nuove sostanze psicoattive (Nps) , delle dipendenze comportamentali e il consumo di sostanze illecite . Infatti, seppure stabile, mostra percentuali molto elevate, a causa degli aumenti registrati tra il 1995 e il 2003. In diminuzione , invece, il consumo di alcol e tabacco . Questi sono solo alcuni dei risultati pubblicati nell'ultimo rapporto del progetto ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs) . Lo studio ha coinvolto 35 Paesi europei e un totale di 96.043 studenti , che nel 2015 hanno partecipato all'indagine rispondendo nelle proprie classi ad un questionario anonimo . In Italia, l...

Sciami di droni al lavoro con gli agricoltori

A breve sarà pronto il primo prototipo di droni per l'agricoltura di precisione, in grado di monitorare lo stato di salute delle coltivazioni ed eliminare le piante infestanti, con una logica ispirata a quella delle api. La tecnologia in aiuto dell'agricoltura . In un futuro molto prossimo, sciami di droni e robot saranno diffusamente impiegati nei campi per individuare ed eliminare le piante infestanti con una logica ispirata a quella delle api. È quanto promette il progetto europeo " SAGA: Swarm Robotics for Agricultural Applications " , coordinato dall' Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione del CNR (ISTI-CNR) . "Tra pochi mesi, sarà pronto il test per il primo prototipo di drone , programmato per osservare un campo coltivato e rilevare con precisione la presenza di piante infestanti , attraverso algoritmi di visione artificiale, sviluppati presso i nostri laboratori specializzati nello studio di sciami di robot" , spiega Vito ...

Clima e monumenti

L'Italia può vantare la comunità scientifica più preparata al mondo nello studio della conservazione del patrimonio culturale. Ma i cambiamenti climatici all'orizzonte costringono ad un impegno ancora maggiore. Immagine di pubblico dominio C'è un campo in cui la strategia italiana di adattamento ai cambiamenti climatici spicca: è l'unica ad affrontare a fondo la salvaguardia dei beni culturali , nonostante sia tutt'altro che facile. " È un patrimonio molto vario per materiali, tipi di strutture e contesti , dal legno nel museo alla statua di metallo nel centro storico o nell'area archeologica. E, sebbene gli scienziati in Italia si occupino di conservazione da decenni, la ricerca in chiave di adattamento ai cambiamenti climatici è solo agli inizi" , spiega Cristina Sabbioni , direttore dell' ISAC-CNR ( Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima ).

Quando gli tsunami colpiscono il Mediterraneo

Testimonianze storiche e ricerca scientifica dimostrano che il nostro mare è a rischio tsunami. Quanto siamo preparati a fronteggiare il pericolo? Immagine di pubblico dominio: Pixabay Quando si parla di tsunami , il pensiero va ai tragici episodi della storia recente: lo tsunami del Sudest asiatico del 2004 , o quello che ha colpito il Giappone nel 2011 , causando il disastro di Fukushima. Ma il Mare Nostrum non è al riparo dal rischio tsunami, come la storia insegna. E che cosa accadrebbe se un maremoto si abbattesse oggi sulle nostre coste? Nel Mediterraneo, le zone da monitorare con particolare attenzione sono: la costa algerina , il Mar Ligure , la costa della Sicilia tirrenica , lo stretto di Messina , lo Ionio (soprattutto verso Grecia e Albania), il Mare Adriatico su entrambi i lati, le isole greche e Cipro . Mentre per gli tsunami dovuti ad attività vulcanica: le isole Eolie e quelle del canale di Sicilia , le isole greche e i vulcani sommersi Marsili e Pal...

Antartide, parte la spedizione italiana con 210 ricercatori e 50 progetti di ricerca

È partita ufficialmente la XXXIII Campagna estiva del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, attuata dall'ENEA per gli aspetti logistici e dal CNR per la programmazione e il coordinamento scientifico. Fonte: ENEA Cinquanta progetti di ricerca su ecosistemi e clima e 210 tra tecnici e ricercatori nazionali e internazionali saranno i protagonisti della XXXIII Campagna estiva del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) , che parte ufficialmente con l'apertura della stazione "Mario Zucchelli" . La Campagna 2017-18, finanziata con 23 milioni di euro dal MIUR e attuata dall' ENEA per gli aspetti logistici e dal CNR per la programmazione e il coordinamento scientifico , avrà una durata di 4 mesi e vedrà la partecipazione di ricercatori che svolgeranno attività di ricerca anche presso altre basi antartiche, nel clima di collaborazione internazionale che caratterizza la scienza in uno dei luoghi più remoti della Terra. Per realizzare ...