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Biotech: straordinario sviluppo del settore in Italia

Nel nostro Paese, 489 imprese, oltre 9mila addetti e 9,4 miliardi di fatturato. Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono il 25 % del fatturato, con punte fino al 40 %.

Biotecnologie
Immagine di pubblico dominio: https://www.youtube.com/watch?v=Jz1allse85Q
A fine 2015, sono quasi 500 le imprese biotech attive in Italia. Un comparto ad elevata intensità di innovazione, protagonista di uno straordinario sviluppo, capace di fungere da acceleratore di occupazione, dinamico e anticiclico.

È questa la fotografia scattata nel Rapporto 2016 "Le imprese di biotecnologie in Italia - Facts&Figures", realizzato da Assobiotec, Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, in collaborazione con ENEA.

Nella grande maggioranza dei casi, il biotech italiano è costituito da imprese micro (meno di 10 addetti) o di piccola dimensione (meno di 50), che rappresentano l'elemento trainante dell'intero settore. Il fatturato supera i 9,4 miliardi di euro (aggiornato al 31/12/2014), e le previsioni indicano un +12,8 % al 2017, e un +18,1 % al 2019.

Gli addetti sono più di 9.200, mentre gli investimenti in R&S sono 1,8 miliardi, il 25 % del fatturato, con punte che possono raggiungere il 40 %. Nel corso del 2014, oltre la metà (56 %) delle imprese si è autofinanziata, più di un quarto (26 %) ha avuto accesso a contributi pubblici o privati, il 16 % ha fatto ricorso al capitale di debito, mentre solo il 4 % ha potuto accedere a finanziamenti di Venture Capital.

Inoltre, il Rapporto evidenzia che il biotech è un settore ad alta intensità di ricerca: rispetto all'industria manifatturiera, la quota di addetti in R&S è 5 volte maggiore. Non solo: guardando la quota della spesa in R&S sul fatturato, si vede che è 2,3 volte maggiore nel biotech.

La Lombardia è la prima regione, in Italia, per numero di imprese (141), investimenti in R&S (29,43 % del totale), e fatturato biotech (51,11 % del totale).

"I dati del rapporto mostrano come l'industria biotecnologica, in Italia, rappresenti un comparto di indiscussa eccellenza, sia scientifica che tecnologica. Un settore caratterizzato da un forte fermento e dinamismo", dichiara Riccardo Palmisano, Presidente di Assobiotec. "Ma gli stessi dati confermano anche i punti di debolezza."

Biotecnologie
Immagine di pubblico dominio
"Infatti, quasi il 90 % delle imprese sono e restano realtà piccole o micro, una caratteristica che ostacola lo sviluppo delle grandi potenzialità della biotecnologia in Italia. Inoltre, burocrazia, frammentazione, poco trasferimento tecnologico, misure di supporto ancora poco competitive frenano lo sviluppo nel panorama internazionale."

"Non possiamo rischiare di perdere il 'momentum' che il biotech sta offrendo anche al nostro Paese. Ad esempio, ci vorrebbe l'istituzione di una cabina di regia centrale e comune dell'intero sistema, che possa coordinare ed armonizzare gli interventi su ricerca e innovazione, individuando le priorità e indirizzando le risorse disponibili".

Le biotecnologie della salute
Le realtà impegnate nel settore delle biotecnologie della salute sono il 53 %, e continuano ad essere un motore trainante del comparto, se si considera il fatturato totale di 7,1 miliardi di euro, e il valore degli investimenti in R&S pari a 1,4 miliardi di euro. Sono in corso 249 progetti, di cui 190 già in fase di sviluppo preclinico o clinico.

I settori di eccellenza sono quelli delle Malattie Rare e delle Terapie Avanzate. Infatti, la nostra ricerca accademica vanta il maggior numero di pubblicazioni scientifiche in materia di Malattie Rare. E il primo prodotto di Terapie Avanzate approvato nel mondo occidentale è un farmaco a base di cellule staminali, sviluppato da un'impresa biotech italiana.

Le biotecnologie industriali
Con il 24 % di imprese, le biotecnologie industriali rappresentano il secondo settore di applicazione delle biotecnologie. Si tratta di realtà che utilizzano enzimi, prodotti da batteri, funghi e alghe, in ambiti che vanno dalla riqualificazione dei processi industriali, alla produzione di energia, alla diagnostica e bonifica ambientale, fino al restauro e alla conservazione del patrimonio artistico.

In questo campo, l'industria italiana si è affermata a livello mondiale nella produzione di biolubrificanti, pigmenti, solventi, detergenti, fitofarmaci, bioplastiche, fibre naturali e altri materiali, che già oggi sono una valida alternativa ai prodotti della petrolchimica tradizionale. Prodotti che hanno contribuito a portare il valore della bioeconomia in Italia a 244 miliardi di euro, con 1,5 milioni di occupati.

Le biotecnologie nel settore agricolo e zootecnico
Il settore green biotech conta il 9 % delle imprese. La maggior parte sono realtà dedicate a ricerca e sviluppo, di dimensione micro, impegnate a valorizzare il potenziale applicativo delle biotecnologie in campo agricolo e zootecnico: per il miglioramento del valore nutrizionale delle produzioni animali e vegetali, e la sostenibilità dell'intera filiera alimentare italiana.

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