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La cura per la dengue: zanzare infettate da un batterio

Le stesse creature che diffondono la febbre dengue, e molte altre malattie, possono aiutarci a combatterla. Grazie a Wolbachia, un batterio che impedisce al virus della dengue di replicarsi nelle zanzare che lo trasmettono.

La zanzara 'Aedes aegypti'
Immagine di pubblico dominio
Le zanzare sono tra le creature più letali sulla Terra. Durante la guerra ispano-americana del 1898, la febbre gialla trasmessa dalle zanzare ha ucciso più soldati statunitensi del fuoco nemico. La malaria, trasmessa da un parassita ospitato nelle zanzare, ha ucciso circa 627mila persone solo nel 2012.

Oggi, la zanzara Aedes aegypti sta rapidamente diffondendo la dengue in tutto il globo. Secondo l'OMS, circa metà della popolazione mondiale è a rischio di contrarre la malattia. È soprannominata "febbre spaccaossa", per il dolore lancinante che causa, e infetta 390 milioni di persone ogni anno.

Se la zanzara punge qualcuno affetto da dengue e poi, dopo i circa 8-12 giorni necessari al virus per replicarsi, punge un'altra persona, trasmette la dengue alla vittima successiva. Wolbachia, però, spezza questo processo, impedendo lo svolgersi della replicazione. E se il virus non riesce a replicarsi, gli insetti non lo possono trasmettere e la malattia non può diffondersi.

Perché infettare una zanzara con un batterio?
Il batterio Wolbachia non è un ospite naturale delle zanzare che più spesso trasmettono la febbre dengue. Gli insetti devono essere infettati artificialmente, in laboratorio. In pratica, si usa Wolbachia per immunizzare le zanzare contro la dengue, e poi si liberano in natura, sperando che trasmettano il batterio allle generazioni successive.

Wolbachia è in gran parte innocuo, sia per le zanzare sia per l'ambiente, anche se può ridurre la produzione di uova degli insetti. Ma i potenziali benefici per gli esseri umani sono evidenti: se le zanzare infettate con Wolbachia prenderanno il sopravvento in natura, ci sarà un crollo dei tassi di infezione da dengue nelle persone.

Infettare zanzare con un batterio può sembrare un modo complicato per combattere la dengue. Ma le opzioni disponibili sono davvero poche: non esistono né cure, né farmaci. Per questo, la strategia principale è sempre stata aggredire Aedes aegypti.

Tuttavia, gli insetticidi comuni hanno perso gran parte della loro efficacia, dato che le zanzare hanno sviluppato una resistenza. Anche le zanzariere da letto sono quasi inutili, perché A. aegypti si alimenta soprattutto di giorno.

Perciò, al momento, uno degli strumenti più promettenti per arrestare la diffusione della dengue, sembra essere proprio la diffusione di Wolbachia fra le zanzare selvatiche. E l'approccio potrebbe fuonzionare anche per la malaria e per altre malattie veicolate da zanzare.

Wolbachia è innocuo per l'uomo e per l'ambiente
Per l'essere umano, Wolbachia non costituisce una minaccia. Il batterio non può essere trasferito all'uomo, perché è troppo grande per viaggiare lungo il dotto salivare della zanzara e arrivare fino al nostro sangue. Dopo anni di test, in cui dei volontari trascorrevano 15 minuti nella gabbia delle zanzare facendosi pungere a volontà, queste persone non hanno mai mostrato alcuna traccia del batterio.

Allo stesso modo, non c'è alcun segno del fatto che Wolbachia possa danneggiare l'ambiente. Studi sul campo hanno dimostrato che il batterio non si trova mai in altri animali oltre agli insetti. Tra l'altro, è naturalmente presente in molte altre specie di zanzara, incluse alcune che pungono regolarmente l'essere umano.

Da diversi anni si stanno già effettuando trial sul campo: in Australia, Vietnam, Indonesia e Brasile. Nel frattempo, altri ricercatori stanno sviluppando anche approcci alternativi per il controllo di questi insetti.

Approcci alternativi
Uno di essi prevede di liberare zanzare di sesso maschile geneticamente modificate in modo che le loro cellule spermatiche trasportino un gene letale. Quando queste zanzare si accoppiano con le femmine, la loro progenie muore. Si tratta di un approccio innovativo e potente, ma potrebbe anche avere un prezzo da pagare.

Per ottenere un'efficacia su larga scala, potrebbe essere necessario liberare un flusso continuo di zanzare modificate: altrimenti, le zanzare normali delle aree vicine si sposterebbero nell'area e ricostituirebbero la popolazione. Inoltre, l'uso di insetti transgenici deve fare i conti con la massiccia opposizione dei detrattori dell'ingegneria genetica.

Speranze per altre malattie
Le zanzare, o piuttosto i microbi al loro interno, si stanno rivelando promettenti anche nei confronti di altre malattie. Ad esempio, Wolbachia può ridurre la capacità delle zanzare di trasmettere la chikungunya, che a luglio 2014 è comparsa per la prima volta negli Stati Uniti continentali, e anche la febbre gialla.

I ricercatori stanno cercando anche di usare zanzare infettate per rallentare la trasmissione della malaria e della filariasi linfatica, una malattia che causa una drammatica deturpazione fisica ed è trasmessa da vermi.


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