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Troppa condivisione fa male alla reputazione

Tutti noi teniamo alla nostra reputazione. Eppure, ce ne dimentichiamo non appena siamo sul web. Fate attenzione, perché un commento sbagliato potrebbe danneggiarvi parecchio, soprattutto dal punto di vista professionale. I suggerimenti che trovate qui potrebbero esservi molto utili. 

Selfie
Immagine di pubblico dominio: https://www.flickr.com/photos/tomicpasko/
Avete una nuova ragazza o un nuovo ragazzo? Condividete.
Avete appena trascorso una splendida vacanza? Condividete.
Avete provato una nuova ricetta? Condividete, condividete, condividete.
Vi suona familiare? In questo caso fate attenzione: probabilmente state condividendo troppo.

Questo tipo di comportamento è tipico di chi è cresciuto insieme ai computer, di chi vive la tecnologia e utilizza i social network. A causa della loro voglia di condividere ogni dettaglio delle loro vite, sono stati soprannominati la generazione "selfie".

Ma molti di noi non realizzano che stanno immettendo troppe informazioni online, e ignorano le conseguenze di questo comportamento. Secondo un sondaggio Microsoft del 2013, le perdite economiche mondiali causate dai danni alla reputazione ammontano a oltre 1.4 miliardi di dollari. Considerando la reputazione in ambito professionale, i numeri aumentano fino a 4.6 miliardi di dollari.

Buona parte di queste perdite sono causate da noi stessi che, consapevolmente o meno, condividiamo online informazioni riservate, come la data di nascita, il numero di telefono, l'indirizzo, il nome del cane, e questi dati spesso coincidono con le password di metà dei nostri account.

La perdita di questi dati, ovviamente, può portare diversi problemi: l'invio di email di phishing personalizzate, l'impossibilità ad accedere ai propri account sui social network, fino al furto d'identità e alle estorsioni da parte dei criminali informatici. Ecco, perciò, alcuni suggerimenti preziosi da parte degli specialisti di ESET, uno dei fornitori globali di software per la sicurezza informatica:
  1. Ricontrollate le vostre impostazioni sulla privacy: nei vostri account sui social network, assicuratevi che ciò che condividete raggiunga solo chi desiderate. Se non siete sicuri, create gruppi separati per gli amici stretti, i familiari, gli amici, i colleghi e i conoscenti. Dovete essere il più selettivi e rigorosi possibile.
  2. Non condividete la vostra posizione con tutto il mondo: i social network spesso localizzano geograficamente gli utenti, ma avete davvero bisogno che tutti sappiano dove siete, o che siete appena partiti per le vacanze, o che sarete fuori per le prossime due settimane? È preferibile disattivare questa funzionalità ed eliminare anche la cronologia delle informazioni sulla vostra posizione.
  3. Verificate tutti i gruppi a cui vi siete iscritti in passato: alcuni di essi potrebbero essere antiquati, così come le loro impostazioni. Se sono pubblici e aperti a tutti, fate molta attenzione a quello che pubblicate, perché i contenuti potrebbero essere visti da chiunque.
  4. Aumentate il livello di autocensura: prima di pubblicare un commento o caricare una foto immaginate di mostrarlo a vostra nonna, o ad uno sconosciuto per strada. Non avreste problemi a farlo? Bene. In caso contrario, probabilmente è meglio che lo teniate per voi.
  5. Trattate ogni foto e video come un detective della polizia: verificate tutti i dettagli che contengono e assicuratevi che non rivelino dati riservati. Ad esempio, niente foto che mostrano la targa della vostra nuova auto.
  6. Leggete attentamente le condizioni sulla privacy: se vi state iscrivendo ad un nuovo servizio online o ad un nuovo sito web, cercate di capire come verranno trattate le vostre informazioni riservate. Se non siete soddisfatti, non vi iscrivete.
  7. Non inviate mai dati riservati con app di messaggistica o via email: i dettagli della carta di credito, le password, i numeri di telefono, ecc. Se dovete per forza inviare queste informazioni, che siano almeno crittografate.
  8. Create password complesse e cambiatele spesso: le password sono l'unica cosa che separa i vostri dati dagli sguardi indiscreti e dalle mani dei criminali. Se avete difficoltà nel ricordarle tutte, potete utilizzare un sistema affidabile per la gestione delle password.

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Un'altra puntata della "Roma Drone Conference 2015-16": si terrà il prossimo 17 febbraio, e l'argomento principale sarà l'agricoltura del futuro. Anche i droni scendono in campo contro la Xylella e il punteruolo rosso . L'utilizzo di queste macchine volanti, dotate di sofisticati sensori infrarossi e multispettrali , permetterà di conoscere meglio la diffusione del batterio che ha infettato gli ulivi secolari in Puglia, e anche del coleottero che sta distruggendo le palme in molte zone d'Italia. Le prime ricerche saranno presentate nell'ambito della conferenza " Droni per l'agricoltura ", nuovo appuntamento della " Roma Drone Conference 2015-16 ". Si svolgerà il 17 febbraio , presso l'Auditorium della Link Campus University di Roma (via Bolzano 38, dalle ore 9).

Instagram: individuate su Google Play 13 app pericolose che rubano le credenziali di accesso

Installate da un milione e mezzo di utenti in tutto il mondo, le app comparivano su Google Play come strumenti per gestire o incrementare il numero dei followers sul popolare social network. I ricercatori di ESET hanno scoperto 13 applicazioni compromesse sul Play Store di Google , che rubavano le credenziali di accesso ad Instagram e le inviavano ad un server remoto gestito da cyber criminali. Le 13 applicazioni sono state installate da un milione e mezzo di utenti in tutto il mondo e, dopo la notifica di ESET, sono state rimosse . Individuate con il nome di "Android/Spy.Inazigram" , le app utilizzavano tutte la stessa tecnica: per invogliare gli utenti al download, le app malevole promettevano un incremento rapido dei followers, dei like e dei commenti sul proprio account di Instagram. Ironia della sorte, gli account compromessi venivano poi usati per aumentare il numero di seguaci di altri utenti.

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