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L'appello della scienza per i vaccini

Parte da Genova l'appello della scienza per i vaccini: il Festival della Scienza, che si è tenuto a fine ottobre, ha promosso il documento dell'Associazione degli Ospedali Pediatrici Italiani. Si tratta di un invito alle istituzioni: "In Italia da due anni non si vaccina abbastanza".

Vaccini
https://www.flickr.com/photos/varvello/
In metà delle regioni italiane non si vaccina abbastanza: il piano vaccinale nazionale per tetano, poliomielite, difterite, epatite B, pertosse e Hib non copre completamente la popolazione per la quale è previsto. Con il rischio di contagio, da bambino a bambino.

Inoltre, manca la copertura totale, in tutta Italia, per malattie come rosolia, parotite, morbillo, pneumococco e menigococco. Proprio da questi dati preoccupanti, parte l'appello dell'Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI), che riunisce 12 ospedali pediatrici di tutto il territorio nazionale.

È un documento già firmato da 11 ospedali italiani, per esprimere preoccupazione, e invitare le autorità competenti a mettere in atto tutte le strategie, per raggiungere un livello di copertura vaccinale utile alla protezione dei bambini. Si tratta di malattie che possono essere mortali, e spesso gravemente invalidanti.

L'allarme
"Nel biennio 2012-14, c'è stata una riduzione della percentuale di copertura di tutte le vaccinazioni", sottolinea Paolo Petralia, direttore generale dell'Ospedale Gaslini e presidente degli Ospedali Pediatrici Italiani.

"Nel 50 % delle regioni italiane, il piano vaccinale è realizzato in meno del 95 % della popolazione, per tetano, poliomielite, difterite, epatite B, pertosse e Hib; perciò, in tali regioni, può avvenire la trasmissione delle malattie da bambino a bambino. Invece, per rosolia, parotite, morbillo, pneumococco e meningococco, la percentuale dei vaccinati è inferiore al 95 % addirittura in tutte le regioni".

I vaccini sono considerati fra le scoperte scientifiche più importanti per il genere umano, ma continuano a far paura. Poliomielite, tetano, difterite ed epatite B sono le vaccinazioni obbligatorie per tutti i bambini a 24 mesi d'età. Eppure, si registra una percentuale di vaccinati inferiore al 95 %. E le cifre calano uleriormente per tutte le altre vaccinazioni, che sono consigliate o raccomandate.

La percentuale delle persone non coperte basta a mettere tutti a rischio. I numeri sono ancora contenuti, ma è soprattutto il trend degli ultimi anni che preoccupa le autorità sanitarie: l'andamento in netta diminuzione rende indispensabile un intervento urgente.

Il documento
L'appello parte dall'Ospedale Gaslini di Genova: "La specifica attività pluridecennale degli ospedali aderenti all'AOPI a favore dei bambini, in particolare nei reparti di malattie infettive, permette di affermare che la scomparsa della poliomielite, del tetano e della difterite, e la netta riduzione dei casi di pertosse, epatite B, meningite, parotite, morbillo e polmonite da pneumococco, sono l'effetto positivo della più efficace terapia della storia della medicina: le vaccinazioni."

"Come tutte le terapie, possono determinare effetti collaterali; nel caso dei vaccini, con frequenza e gravità infinitamente inferiore rispetto alle malattie per le quali tale terapia è messa in atto".

L'appello è stato sottoscritto anche dall'Ospedale Bambino Gesù di Roma, dal Santobono-Pausilipon di Napoli, dal Burlo Garofolo di Trieste, dal Meyer di Firenze, Città della Salute e della Scienza di Torino, Azienda Ospedali Riuniti Ancona - Presidio G. Salesi di Ancona, Ospedale dei Bambini Spedali Civili Brescia, Ospedale di Padova, Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano, Arnas Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo, e Ospedale Pediatrico "Giovanni XXIII" di Bari.

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