Passa ai contenuti principali

Il riccio di mare in difesa dell'ambiente e dell'uomo

Lo studio su questo piccolo organismo modello può dare indicazioni rilevanti sulla sicurezza di nanoparticelle metalliche disperse in mare. La ricerca è stata condotta presso i laboratori dell'Ibim-Cnr di Palermo, in collaborazione con l'Università Ca' Foscari, ed è stato pubblicato su "Scientific Reports".

Esemplari di Paracentrotus lividus nel loro habitat
Immagine di pubblico dominio
Lo sviluppo delle nanotecnologie è di grande importanza in molti campi della scienza: pensate solo al loro uso come veicolo per la somministrazione di farmaci antitumorali. Sempre più ingegnerizzate e diffuse nella produzione industriale, le nanoparticelle sono, però, anche oggetto di studi di eco-compatibilità.

I ricercatori dell'Istituto di Biomedicina ed Immunologia Molecolare "Alberto Monroy" del Cnr (Ibim-Cnr) di Palermo, in collaborazione con il Dipartimento di scienze ambientali, informatica e statistica dell'Università Ca' Foscari di Venezia, hanno studiato gli effetti dell'inquinamento da nanoparticelle metalliche, in ambiente marino. Lo studio è stato condotto sulle cellule immuni del riccio di mare, Paracentrotus lividus, che fornisce interessanti indicazioni anche sulla salute umana.

Le nanoparticelle non sono tossiche per il riccio
"I risultati mostrano che le cellule immuni del riccio riconoscono le particelle di ossido di titanio come corpi estranei, innescando quindi meccanismi di protezione e difesa e cercando di eliminarle, ma senza attivare una risposta infiammatoria, che avrebbe conseguenze più gravi per l'organismo", precisa Valeria Matranga, dell'Ibim-Cnr.

I ricercatori si sono avvalsi di diverse tecniche, che hanno permesso di confermare che le particelle di ossido di titanio non sono tossiche per il riccio di mare:
  • microscopia ottica (si tratta dell'osservazione tramite microscopio ottico)
  • immunofluorescenza (ad antigeni o anticorpi si legano dei marcatori fluorescenti che ne permettono l'osservazione)
  • immunoblotting (consente di identificare una determinata proteina in una miscela di proteine, grazie al riconoscimento da parte di specifici anticorpi)
  • Real Time PCR (è un metodo che amplifica il DNA di un organismo)
Lo stato di aggregazione delle nanoparticelle in acqua di mare è stato determinato dai ricercatori dell'Università Ca' Foscari, grazie a tecniche di microscopia elettronica a trasmissione (TEM), e "light scattering" dinamico (il campione viene irradiato da un laser e la luce viene dispersa dalle particelle; l'intensità della luce dispersa varia nel tempo, poiché le particelle sono in continuo movimento; dalla fluttuazione dell'intensità della luce si può risalire alle dimensioni delle particelle).

Perché il riccio di mare
"L'impatto dei fattori di stress ambientale sulla risposta immunitaria viene esaminato in organismi a vari livelli della scala evolutiva, dalle piante all'uomo", spiega Matranga. "Il DNA del riccio di mare si è rivelato più vicino a quello umano rispetto al DNA di altri organismi modello, come roditori, pesci, vermi o il moscerino della frutta."

"Inoltre, il complesso e sofisticato sistema immunitario del riccio di mare, che riconosce i patogeni grazie ad un vasto repertorio di proteine, unito alla facilità di manipolarlo in laboratorio, lo rende ottimo per questo tipo di studi."

"Lo studio 'in vivo' è stato condotto nel pieno rispetto dei criteri 3R (Replacing, Reducing, Refining), dell'European Partnership for Alternatives Approaches to Animal Testing: è un'iniziativa della Commissione Europea per la protezione degli animali coinvolti in ricerche scientifiche".

Commenti

I post più letti dell'ultimo mese

Ciro e Antonio: dinosauri italiani

Ciro e Antonio sono fossili di dinosauro famosi nel mondo, ma praticamente sconosciuti nel nostro Paese. Ve li voglio presentare . Ciro è stato il primo dinosauro in assoluto ad essere scoperto in Italia, a Pietraroja (Benevento) nel 1980. Lo scopritore, Giovanni Todesco , era un appassionato di fossili che scambiò il piccolo dinosauro per una semplice lucertola e per questo motivo conservò l'esemplare in casa sua per anni. Nel 1993, dopo aver visto il film "Jurassic Park", decise di mostrare il fossile al paleontologo Giorgio Teruzzi, che lo riconobbe per quello che era: un piccolo di dinosauro.   (la foto è di proprietà di Scienza in Rete ) Nel 1998 venne riconosciuto come uno dei fossili più importanti nella storia della paleontologia . Il fossile, infatti, è fra i più completi che esistano ed è il primo a presentare organi interni e tessuti molli in uno straordinario stato di conservazione .

I paradossi climatici nell'Italia del futuro

I bambini che nascono oggi, e quelli che nasceranno domani, vivranno in un'Italia diversa. Riusciremo a impegnarci abbastanza per evitare le conseguenze peggiori? Immagine di pubblico dominio: Luca Galli Meno pioggia , ma precipitazioni violente e concentrate in alcuni periodi dell'anno. Siccità estive sempre più marcate su Alpi e Pianura padana, dove le magre prolungate del Po potrebbero mettere in ginocchio agricoltura e zootecnia. Aumento dei periodi aridi in Calabria e Sardegna. Generale incremento della temperatura media nel corso del ventunesimo secolo, fino a 6 °C nello scenario peggiore. Questo, in sintesi, il quadro che segnala il WWF , e dipinto dal gruppo di lavoro coordinato da Paola Mercogliano del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici ( CMCC ). I futuri 60-70enni nati oggi dovranno fare i conti con un'Italia in cui non ci saranno più le " mezze stagioni ", e non per modo di dire.

Il deserto avanza. Anche in Italia

È a rischio desertificazione quasi un quinto del territorio nazionale, il 41% del quale nel Sud. Nel mondo già due miliardi di persone vivono in aree siccitose, e questo acuirà i fenomeni migratori. Il rischio è di passare il punto di non ritorno. Le aree siccitose coprono oltre il 41 % della superficie terrestre , e vi vivono circa due miliardi di persone . Il 72 % delle terre aride si trovano in paesi in via di sviluppo : ecco perché risulta evidente la correlazione povertà-aridità . Se si guarda all' Italia , gli ultimi rapporti ci dicono che quasi il 21 % del territorio nazionale è a rischio desertificazione . Di questo, il 41 % si trova nel sud , soprattutto in Sicilia , Puglia , Molise e Basilicata . Sono numeri impressionanti, che raccontano un problema grave , di cui si parla pochissimo.

Energia: l'efficienza energetica paga

Presentato oggi il 4° "Rapporto sull'Efficienza Energetica" dell'ENEA: due miliardi di risparmi per bolletta. Grazie alle politiche nazionali per l'efficienza energetica, l'Italia ha risparmiato 7,55 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti all'anno, pari a oltre due miliardi di euro di risparmio , sull'importazione di gas naturale e petrolio. Evitando anche la produzione di 18 milioni di tonnellate di CO2 . Inoltre, grazie al meccanismo delle detrazioni fiscali, i cosiddetti " ecobonus ", oltre due milioni di famiglie hanno investito 22 miliardi di euro , per riqualificare energeticamente le proprie abitazioni, dal 2007 al 2013 ; l'indotto è stato di 40 mila occupati l'anno , in media. È quanto emerge dal 4° " Rapporto sull'Efficienza Energetica " ( RAEE ) dell' ENEA , presentato oggi, a Roma , presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Si tratta di uno strumento di monitoraggio e valutazione, a s...

Il futuro dell'agricoltura? Batteri e funghi

Preservare gli ecosistemi e produrre piante con caratteristiche nutritive di qualità, facendo un uso minore e migliore di fertilizzanti e pesticidi. Forse, la chiave è tutta qui: nelle strategie di collaborazione che le piante hanno imparato a mettere in pratica già 450 milioni di anni fa. Immagine di pubblico dominio Le piante sono le regine delle associazioni con altri organismi . La regione attorno alle radici, chiamata rizosfera , è tra gli habitat più popolati al mondo e conta milioni di cellule microbiche per grammo di radice. In natura, non c'è pianta che non conviva con molte specie di batteri e funghi filamentosi . La maggior parte di questi coinquilini non sono dannosi , ma innocui o addirittura benefici e in alcuni casi formano relazioni stabili con le piante dette simbiosi mutualistiche . Ma chi sono questi organismi simbionti e qual è il loro ruolo ecologico?